Cronaca

Sicurezza nei locali, «la sfida è mantenere alti gli standard»

Per Cosimo Pulito, ex comandante dei Vigili del fuoco di Brescia, «la legislazione italiana è all’avanguardia: l’aspetto più complesso è garantire un alto livello di sicurezza degli impianti»
Cosimo Pulito - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Cosimo Pulito - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
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Cosimo Pulito è stato comandante dei Vigili del fuoco di Brescia agli inizi degli anni ’2000 e poi direttore generale del Corpo fino alla pensione nel 2019. Da giovane funzionario, è stato in servizio dal 1980, era intervenuto tra i primi al cinema Statuto di Torino, dove un incendio uccise 64 persone il 13 febbraio del 1983. Quella tragedia portò ad un radicale cambiamento nelle normative sulla sicurezza nei locali pubblici.

Comandante cosa ricorda di quell’intervento?

«Ero stato chiamato dalla centrale ed in pochi minuti ero arrivato sul posto. Il fumo era denso e potevo muovermi solo camminando carponi. Sono arrivato nella galleria e mi sono accorto di essere passato sopra dei cadaveri. Nella fila più vicina alla balaustra c’era una coppia di giovani, uccisa dai gas velenosi e rimasta ancora mano nella mano. Non avevano neppure avuto il tempo di alzarsi».

Negli anni successivi lei si è sempre impegnato sul tema della sicurezza anche nei pubblici esercizi. In che termini?

«Spesso ci si dimentica che il cinema Statuto arrivò pochi mesi dopo un altro incendio a Todi in cui in una fiera dell’antiquariato morirono 39 persone. L’Italia aveva visto 103 morti in locali pubblici in meno di un anno e questo diede la svolta per leggi più severe. In particolare si è passati da generiche indicazioni di materiali ignifughi a precise indicazioni e si sono fatti passi avanti importanti. Da quelle tragedie partimmo con controlli a tappeto ma dopo qualche mese ci fu una certa insofferenza nell’opinione pubblica e rallentammo il ritmo».

In cosa si può fare veramente la differenza sulla sicurezza?

«In termini strutturali devo dire che la scelta dei materiali e certi obblighi sugli impianti elettrici, introdotti nel 1990, hanno fatto la differenza».

Come vede la situazione attuale?

«Io sono stato funzionario dei Vigili del fuoco dal 1980 al 2019. Devo dire che la prevenzione nei locali pubblici e nelle manifestazioni in cui è previsto pubblico spettacolo ha fatto enormi passi in avanti. La legislazione italiana è all’avanguardia ma il difficile è mantenere alto lo standard».

Cosa intende per difficoltà a mantenere lo standard?

«Le normative impongono un livello di efficienza e tecnologie negli impianti che devono essere garantiti al momento dell’apertura quando vengono fatte le verifiche per concedere le autorizzazioni ma che poi è costoso mantenere nel corso degli anni. La sfida più grande che vedo nei locali italiani in questo momento è questa. Mantenere alto il livello di sicurezza degli impianti e delle strutture nonostante i costi che comporta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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