Cronaca

Sentieri Attrezzati di Idro, in un libro i trent’anni di volontariato

Sergio Rizzardi è presidente del gruppo dal lontano 1996: «Il problema più grande? Il ricambio generazionale»
Ubaldo Vallini
Il lago d'Idro dal Monte Croce di Perlè - © www.giornaledibrescia.it
Il lago d'Idro dal Monte Croce di Perlè - © www.giornaledibrescia.it

Nel 1996 il mandato da presidente avrebbe dovuto durare cinque anni. Invece Sergio Rizzardi, fondatore del Gruppo Sentieri Attrezzati di Idro, è ancora al suo posto e ne sono passati trenta. «Ogni volta provo a farmi sostituire, ma è un lavoro pesante che faccio talmente volentieri che sono arrivato a trent’anni di presidenza», racconta presentando il volume realizzato per celebrare l’anniversario dell’associazione.

Il volume

Il libro ripercorre la storia del gruppo attraverso documenti, ricordi e seicento fotografie scelte tra le ventimila conservate negli archivi. Dalle prime sedi, compreso il «Vaticano» sul lungolago di Idro messo a disposizione gratuitamente da due benefattrici, fino ai tanti interventi che hanno cambiato il volto dei sentieri attorno al lago.

Oggi i volontari si occupano di circa sessanta chilometri di percorsi. «Quando abbiamo iniziato molti erano abbandonati, con la fine delle attività di pastori e boscaioli nessuno li percorreva più». Nel corso degli anni sono arrivate anche le palestre di roccia, i percorsi per mountain bike e soprattutto la Ferrata delle Sasse, diventata una delle attrazioni più frequentate. «È un successone, ma richiede continua manutenzione perché quando passa tanta gente qualcosa si rompe».

Il gruppo si prende cura dei sentieri -  © www.giornaledibrescia.it
Il gruppo si prende cura dei sentieri - © www.giornaledibrescia.it

Rocca d’Anfo

Un capitolo importante è dedicato alla Rocca d’Anfo. Nel 2006, dopo l’affidamento del complesso alla Comunità montana e al Comune, i volontari si misero al lavoro sulla scalinata veneta, allora completamente invasa dalla vegetazione. Da quei seicento gradini nacque l’idea di creare un anello per consentire la visita dell’intera fortezza.

Il primo maggio del 2007 la riapertura richiamò circa 750 persone, molte più delle attese. Da lì partirono visite guidate e un lavoro di valorizzazione che portò Rizzardi ad accompagnare personalmente 117 gruppi. Poi arrivarono cambiamenti gestionali, chiusure e incomprensioni che nel 2011 portarono alla fine dell’esperienza operativa del gruppo all’interno della Rocca.

La Rocca d’Anfo è stata eretta nel XV secolo -  © www.giornaledibrescia.it
La Rocca d’Anfo è stata eretta nel XV secolo - © www.giornaledibrescia.it

Il futuro

Il problema più grande resta oggi il ricambio generazionale. «Una volta eravamo cinquanta, adesso siamo una trentina. Per sette o otto mesi lavoriamo tutte le domeniche e facciamo sempre più fatica a trovare giovani». Eppure la montagna continua a riempirsi di escursionisti. «Forse sono abituati a camminare dove altri hanno già decespugliato e zappato». Intanto il Gruppo Sentieri Attrezzati continua il suo lavoro, con la stessa passione che da trent’anni accompagna Sergio Rizzardi e i suoi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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