Sebino: vasche per anfibi e censimento uccelli alle Torbiere

Che le Torbiere siano un luogo prediletto per lo svernamento degli uccelli, una tappa da loro prescelta, è noto ma il censimento Iwc, International Waterbird Census, svoltosi pochi giorni fa ne attesta l’importanza soprattutto per il numero di specie e la loro rarità. L’Iwc è un progetto internazionale che monitora l’avifauna acquatica svernate nelle zone umide. È uno strumento per conoscere la distribuzione e l’abbondanza delle specie censite e permette di valutare il ruolo e l’importanza dei diversi siti per la conservazione degli uccelli acquatici. In Italia il coordinamento nazionale è affidato a Ispra e i dati sono raccolti da rilevatori abilitati, in gran parte volontari, che partecipano regolarmente ai monitoraggi.
Nel Sebino
L’Iwc 2026 nell’area del Sebino ha coinvolto 11 rilevatori facenti parte del Gruppo Ricerca Avifauna, insieme all'ornitologo dell’Ente Riserva Paolo Trotti. Oltre all’area delle Torbiere sono stati censiti contemporaneamente il Lago d’Iseo e il fiume Oglio sopralacuale, fino a Piancogno. I dati saranno pubblicati nella relazione complessiva, disponibile prossimamente sul sito web della Riserva, ma sono state condivise alcune anticipazioni.

I numeri
I numeri più rilevanti sono la presenza di circa 70 anatre tuffatrici svernanti, morette e moriglioni, un esemplare di Moretta tabaccata, l’anatra più rara d’Europa; circa 40 alzavole e almeno 4 tarabusi. Si segnala inoltre il numero massimo mai censito di canapiglie, più di 50, mentre il fistione turco conferma valori elevati, con oltre 500 esemplari così come i marangoni minori.
Lavori di ripristino
Intanto, sono in corso lavori per il ripristino naturalistico di 4 aree umide che risultavano interrate e che potranno ospitare gli anfibi e insetti acquatici. La Riserva è uno dei luoghi d’elezione per le libellule. I punti dove si troveranno le vasche sono lungo il percorso nord, il primo nei pressi dell'ingresso di Iseo e il secondo in località Ciochèt. L’obiettivo è diversificare gli habitat a favore di anfibi, insetti acquatici e vegetazione palustre.
Le 4 nuove aree umide sono state progettate con profondità differente e con sponde degradanti, caratteristiche fondamentali per favorire le specie target. Inoltre, una delle 4 è stata delimitata con una rete antigambero dal momento che il gambero della Louisiana, quello rosso, è una specie invasiva e non autoctona e contribuisce a distruggere gli habitat.
I monitoraggi futuri permetteranno di valutarne l'efficacia nel tempo mentre l’intervento è realizzato grazie al cofinanziamento della Regione e a risorse proprie dell'Ente.
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