Gussago, fondi bloccati per la riqualificazione delle scuole

Federico Bernardelli Curuz
Fase di stallo per la Venturelli e la Munari. Il Comune partecipa a un bando per il plesso di Casaglio, dove di recente ha fatto discutere una caldaia rotta
La mensa della scuola a Casaglio
La mensa della scuola a Casaglio
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Da una parte si boccheggia dal caldo, dall’altra si trema dal freddo. Eppure siamo nella stessa scuola. L’ennesimo malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento nel plesso scolastico di Casaglio – che ospita la primaria «Aldo Moro» e la scuola dell’infanzia «Piovanelli» – riaccende la polemica sulle condizioni degli edifici scolastici del territorio e sugli interventi di riqualificazione attesi da anni. La situazione pare ora sia stata risolta, dopo alcuni giorni di disagio per i piccoli alunni e per le maestre.

Il disagio

In alcune aule il termometro è arrivato a 14-15 gradi, costringendo alunni e insegnanti a fare lezione con cappotti e giacche; in altre, invece, si sono raggiunti i 24-25 gradi. Una situazione paradossale che ha creato disagi e alimentato il malcontento. A fare il punto è il sindaco di Gussago, Giovanni Coccoli: «Abbiamo ordinato un’altra caldaia, ma i tempi di consegna sono di sei-sette mesi. Nel frattempo il Comune è stato costretto a ricorrere a una caldaia a noleggio».

L’inconveniente fa riemergere la questione della riqualificazione degli edifici scolastici. A tal proposito l’Amministrazione ha dichiarato di avere in programma un intervento strutturale: «Stiamo partecipando a un bando del Gse – conclude Coccoli – per un finanziamento al 100% di circa 2 milioni e 200mila euro. L’obiettivo è intervenire sulla scuola di Casaglio con cappotto, nuovi serramenti, impianto a pompa di calore, rifacimento del tetto e fotovoltaico. Dopo gli edifici scolastici di Ronco e Sale, sistemare anche Casaglio sarebbe un risultato importante».

Gli altri istituti

Resta però aperta la partita più complessa, quella della scuola media Venturelli: «La richiesta di finanziamento è ancora in attesa di una risposta dal Ministero, nonostante la sentenza favorevole del Consiglio di Stato», così come quella della scuola dell’infanzia Munari di via Trieste «in questo caso il progetto aveva vinto il bando, ma non è stato finanziato, perché i finanziamenti si sono esauriti. I progetti ci sono, ma dal 2021 non vengono aperti bandi sulle scuole».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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