Scatta l’alcolock in auto, ma a Brescia nessuna officina lo installa

Il dispositivo è previsto dal nuovo Codice della strada: ad oggi non ci sono centri autorizzati
L'alcolock
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La legge c’è. Il dispositivo pure. Le officine no. L’alcolock, il sistema che impedisce l’avvio dell’auto se il conducente non supera il test con tasso alcolemico pari a zero, è entrato nella sua fase operativa con il nuovo Codice della strada. Ma a Brescia, oggi, chi è obbligato a installarlo non sa dove andare.

L’obbligo

Il 24 febbraio è scattato l’obbligo per i conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza con tasso superiore a 0,8 grammi per litro – e con prescrizioni ancora più stringenti oltre 1,5 – di montare il dispositivo sulla propria vettura per poter tornare a guidare dopo la sospensione della patente. Nei giorni scorsi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul Portale dell’automobilista l’elenco dei dispositivi autorizzati e degli installatori abilitati.

Ed è qui che emerge il nodo bresciano. Negli elenchi ufficiali, al momento, non compare alcuna officina né in città né in provincia di Brescia. La maggior parte degli installatori autorizzati, una cinquantina in tutto, si concentra nel Milanese; altri si trovano qua e là sparsi lungo lo Stivale. Per un automobilista bresciano obbligato all’alcolock significa doversi rivolgere fuori provincia, con ulteriori costi, tempi di attesa e spostamenti da organizzare.

Il dispositivo è inoltre interamente a carico dell’utente. Secondo le stime diffuse dalle associazioni di categoria, l’installazione può costare intorno ai 2mila euro. A questa cifra vanno aggiunti i costi di taratura periodica, manutenzione e sostituzione dei boccagli monouso, necessari a ogni accensione del veicolo. Spese che si sommano a quelle già sostenute per sanzioni, sospensione della patente e percorsi previsti dalla normativa.

C’è poi il tema dell’età del parco auto. In Italia le vetture hanno in media oltre tredici anni e non su tutti i modelli l’installazione è tecnicamente possibile, soprattutto sui veicoli più datati o privi di determinate interfacce elettroniche. Un aspetto che potrebbe complicare ulteriormente l’applicazione della norma. In ogni caso sul Portale dell’automobilista è disponibile anche l’elenco dei modelli sui quali il dispositivo è installabile.

Perplessità

Le associazioni dei consumatori non hanno mancato di esprimere perplessità. «Siamo favorevoli a qualsiasi misura che limiti l’alcol alla guida e rafforzi la sicurezza stradale – osserva Assoutenti – ma il sistema rischia di creare criticità applicative e contenziosi». L’alcolock impone ai conducenti di sottoporsi a un test ogni volta che si accende l’automobile, «ma quando la stessa vettura è utilizzata da più soggetti, si pensi al caso di una famiglia numerosa, chiunque si mette alla guida dovrà affrontare l’etilometro, con costi non indifferenti – spiega Assoutenti –. Ad ogni accensione della vettura andranno usati boccagli monouso, che sono a carico degli utilizzatori dell’auto. A questi andranno aggiunti i costi di installazione, taratura e controlli periodici del dispositivo, elementi che potrebbero creare controversie legali come nel caso degli autovelox. E il rischio è che una misura positiva sulla carta si trasformi in una limitazione della libertà di circolazione a danno di soggetti che non hanno mai ricevuto condanne per guida in stato di ebbrezza, dando vita a una valanga di ricorsi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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