Cronaca

La reliquia di San Benedetto trasloca nella chiesa di San Faustino

L'annuncio di monsignor Giambattista Francesconi: sabato lascerà momentaneamente il Duomo per essere esposta nella basilica dei patroni
Dal 2005 la reliquia di san Benedetto è esposta in cattedrale
Dal 2005 la reliquia di san Benedetto è esposta in cattedrale

«San Benedetto torna nella sua antica casa: la reliquia del santo sarà esposta nella basilica dei santi Faustino e Giovita». A fare l’annuncio, con evidente soddisfazione, è il parroco monsignor Giambattista Francesconi, sacerdote che estende la sua area di competenza fino alla chiesa dei santi Nazaro e Celso. E su tutta questa ampia fetta del centro storico cittadino il sacerdote è impegnato in una significativa opera di valorizzazione storico-culturale, oltre ovviamente all’impegno sul fronte prettamente pastorale.

Nei secoli

Ma qual è il legame tra il patrono d’Europa e i protettori della nostra città? «Quando si pensa ai Santi Faustino e Giovita – spiega Francesconi – si è portati a ricordare soprattutto la chiesa che ne custodisce le spoglie mortali. Talvolta, però, si dimentica che tale custodia è sempre stata affidata alla comunità monastica benedettina, la cui presenza ha profondamente segnato la storia religiosa, culturale e civile di Brescia. Ancora oggi il complesso monastico conserva intatto il fascino dei suoi tre chiostri e della chiesa abbaziale, testimoni di una tradizione quasi millenaria».

Il parroco di San Faustino, monsignor Giambattista Francesconi
Il parroco di San Faustino, monsignor Giambattista Francesconi

Il percorso

Altra questione storica: perché una reliquia di san Benedetto (una delle più insigni del mondo, per la precisione il suo braccio) è conservata nel duomo di Brescia? Stavolta ci viene in soccorso il professor Angelo Baronio: «La preziosa reliquia del fondatore del monachesimo occidentale fu collocata dall’abate Ermoaldo nel 758 nella cripta della chiesa abbaziale di san Benedetto ad Leones di Leno assieme ai resti dei martiri Vitale e Marziale portati a Leno da Desiderio prima di diventare re», spiega lo storico.

«Meta nei secoli di schiere di pellegrini e oggetto della devozione popolare, la reliquia del santo di Norcia fu gelosamente conservata nella chiesa abbaziale di Leno, fino al momento in cui a reggerlo fu designato in qualità di abate commendatario il cardinale Angelo Maria Querini, vescovo di Brescia. Personaggio dinamico, straordinario uomo di cultura, tra le altre sue opere, decise di trasferire nella dotazione del patrimonio delle reliquie conservate nella cattedrale anche il braccio di san Benedetto».

Le statue di san Benedetto e santa Scolastica nel complesso di san Faustino
Le statue di san Benedetto e santa Scolastica nel complesso di san Faustino

Il trasferimento

Sabato, festa di san Benedetto, la traslazione della reliquia sarà compiuta dal parroco della cattedrale, monsignor Gianluca Gerbino; il reliquiario sarà collocato all’altare dedicato a san Benedetto, dove un tempo trovavano sepoltura gli abati del monastero. Alle 18.15 sarà celebrata la messa solenne in onore del santo. La reliquia rimarrà esposta alla venerazione dei fedeli fino a sabato 18 luglio.

Nella celebrazione conclusiva, presieduta da monsignor Arnaldo Morandi, custode diocesano delle sacre reliquie, il braccio di san Benedetto sarà ricondotto nella cattedrale. «L’iniziativa non rappresenta soltanto un momento di devozione, ma anche un’occasione per riscoprire le radici benedettine della città – sottolinea mons. Francesconi –. La venerazione delle reliquie, infatti, richiama il mistero della comunione dei santi: esse ricordano la vita terrena di uomini e donne che hanno seguito Cristo con radicalità e che la Chiesa riconosce vivi nella gloria del Signore. Per questo la loro presenza continua a essere un invito alla fede, alla speranza e alla conversione».

Lo studio dell'abate a San Faustino affrescato da Giandomenico Tiepolo
Lo studio dell'abate a San Faustino affrescato da Giandomenico Tiepolo

Le reliquie dei patroni

Iprogetti non sono certo finiti qui, la Confraternita dei santi patroni Faustino e Giovita guarda inoltre con fiducia al futuro. È in attesa del pronunciamento della Santa Sede circa il riconoscimento del titolo di basilica abaziale e auspica che, una volta concluso tale percorso, possa essere riaperta per la ricognizione, dopo oltre un secolo, l’urna collocata sull’altare maggiore che custodisce le reliquie dei santi patroni della città.

Forse già quest'anno la ricognizione sulle reliquie dei patroni
Forse già quest'anno la ricognizione sulle reliquie dei patroni

La settimana dedicata a san Benedetto rappresenterà anche un momento per riscoprire una pagina significativa della storia religiosa di Brescia, «nella quale il patrimonio spirituale dei monasteri benedettini continua ancora oggi a parlare alla vita della Chiesa e della comunità civile».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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