Il «cacciatore» di rospi: «Ne salvo decine dal traffico del Sebino»
È sera e sul Sebino cala il buio. Lungo la ex 510 che collega Toline a Pisogne si compie un piccolo ma straordinario rito della natura. Dai boschi sopra il lago scendono i rospi, diretti verso l’acqua per la deposizione delle uova. Un viaggio che si scontra, però, con un ostacolo pericoloso: la strada provinciale, attraversata da un intenso traffico, sulla quale molti anfibi finiscono schiacciati.
A difendere questa migrazione, fragile e preziosa, tra i tanti volontari c’è anche Diego Poli, 57 anni, operaio ed ex guardia ecologica volontaria. Da tempo, ogni primavera dedica le sue serate a salvare i rospi, soprattutto le femmine, spesso cariche di uova e con uno o più maschi aggrappati sul dorso, accompagnandoli a mano fino al lago.

Diego, perché si è messo in gioco?
È magia pura, non lo dico solo io, ma anche chi, in queste sere, sta assistendo a questo spettacolo naturale. Il mio è un impegno quotidiano: da inizio marzo sono già quasi cinquecento gli esemplari che ho messo in salvo. È un lavoro che faccio in silenzio, spesso in solitudine, su un tratto di strada dove gli animali arrivano attraversando piccoli valloni e si trovano improvvisamente esposti al pericolo delle auto. Ma, nelle ultime serate, qualcuno è sceso ad aiutarmi, ci sono dei ragazzi che si stanno interessando, come Marta e Milo.
Ci può dire qualcosa di più su questa specie?
Sono i Bufo bufo, i rospi comuni, protetti dalla legge regionale. Sono animali fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema: si nutrono di insetti nocivi e contribuiscono alla salute del bosco. La loro presenza, negli ultimi anni, sembra essere aumentata anche in questa zona dell’alto Sebino, probabilmente grazie a condizioni ambientali favorevoli e alla riduzione del traffico, dopo l’apertura della superstrada.
Da dove nasce questa passione?
Io faccio il volontario a titolo personale, ma in passato ero guardia ecologica e davo il mio contributo al salvataggio dei rospi verso la parte bergamasca del lago e sul lago d’Endine, dove c’è una grossa migrazione. In passato esisteva già una piccola colonia in zona, ma non significativa numericamente, ora è aumentata, così come sono cresciuti gli schiacciamenti delle auto, non potevo fregarmene.
Fino a quando andrà avanti il suo impegno?
Tra poco, quando la deposizione sarà finita, i rospi dovranno tornare nel bosco e di nuovo attraversare la strada. Quindi ci sarà da rifare il lavoro. Se qualcuno si unisse a me sarebbe molto utile.
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