Sarezzo, cartelli e un gruppo per salvare i rospi: si cercano volontari

Dallo scempio dei rospi Bufo Bufo investiti nella migrazione per la riproduzione da e per il Mella, alla nascita di una «task force» di salvataggio composta da persone comuni: a Noboli la sensibilità ambientale ha cambiato marcia grazie a un gruppo di docenti di Scienze del Primo Levi e del Beretta di Gardone.
Il gruppo
Tutto è nato dalla determinazione di alcune insegnanti di discipline scientifiche, che inizialmente avevano avviato i salvataggi nella valle di Inzino, a Gardone. Accortesi, però, che a Noboli la situazione era ancora più critica per via dell’intensità del traffico e la presenza di comparti industriali dove i rospi finiscono intrappolati o si perdono, le docenti sono scese in campo anche nella frazione saretina. Hanno coinvolto colleghi, ex alunni e abitanti della zona, creando un nucleo operativo di una quindicina di persone, un gruppo che ha saputo generare un forte impatto sociale.

L’impegno costante dell’anno scorso, fatto di faticosi turni serali tra secchi e pile, ha attirato l’attenzione della popolazione locale. Vedendo le prof e i giovani all’opera, diversi residenti delle vie limitrofe hanno iniziato a unirsi spontaneamente, capendo che lo scempio degli investimenti può essere finalmente scongiurato dando il proprio contributo. Grazie al supporto tecnico e all’esperienza di Paolo Baldi, colonna dei salvataggi in Valsabbia, e dell’esperto Rolando Bennati il gruppo ha ottenuto dal Comune di Sarezzo i cartelli necessari per la segnalazione della migrazione e il materiale necessario per l’installazione delle barriere che faciliteranno la raccolta manuale.
Gli obiettivi
Il piano di quest’anno è ambizioso: prevede, infatti, anche una serata informativa per la cittadinanza, ancora in fase di definizione, e un progetto divulgativo con le scuole elementari. L’obiettivo è raccontare ai bambini l’importanza del «popolo del fango» per l’equilibrio dell’ecosistema, portandoli poi una serata sul campo con i genitori per imparare a salvare i rospi. Fondamentale sarà anche il supporto delle Guardie ecologiche, già attive a Inzino.
La migrazione riproduttiva inizierà a giorni con il rialzo delle temperature e le prime piogge, proseguendo per un mese e mezzo. Occorreranno turni quasi quotidiani di più persone possibile per coprire gli orari di punta dal rientro dal lavoro fino a circa mezzanotte. Chi volesse dare una mano può inviare un messaggio WhatsApp al 333.7482700.
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