Sarezzo, cartelli e un gruppo per salvare i rospi: si cercano volontari

Barbara Fenotti
La missione prevede una serata informativa e un progetto nelle scuole sui Bufo Bufo. L’iniziativa parte da alcune insegnanti che avevano avviato i salvataggi a Gardone
Esemplari di rospi Bufo Bufo
Esemplari di rospi Bufo Bufo
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Dallo scempio dei rospi Bufo Bufo investiti nella migrazione per la riproduzione da e per il Mella, alla nascita di una «task force» di salvataggio composta da persone comuni: a Noboli la sensibilità ambientale ha cambiato marcia grazie a un gruppo di docenti di Scienze del Primo Levi e del Beretta di Gardone.

Il gruppo

Tutto è nato dalla determinazione di alcune insegnanti di discipline scientifiche, che inizialmente avevano avviato i salvataggi nella valle di Inzino, a Gardone.​​​​ Accortesi, però, che a Noboli la situazione era ancora più critica per via dell’intensità del traffico e la presenza di comparti industriali dove i rospi finiscono intrappolati o si perdono, le docenti sono scese in campo anche nella frazione saretina. Hanno coinvolto colleghi, ex alunni e abitanti della zona, creando un nucleo operativo di una quindicina di persone, un gruppo che ha saputo generare un forte impatto sociale.

I rospi rischiano di essere schiacciati dalle auto
I rospi rischiano di essere schiacciati dalle auto

L’impegno costante dell’anno scorso, fatto di faticosi turni serali tra secchi e pile, ha attirato l’attenzione della popolazione locale. Vedendo le prof e i giovani all’opera, diversi residenti delle vie limitrofe hanno iniziato a unirsi spontaneamente, capendo che lo scempio degli investimenti può essere finalmente scongiurato dando il proprio contributo. Grazie al supporto tecnico e all’esperienza di Paolo Baldi, colonna dei salvataggi in Valsabbia, e dell’esperto Rolando Bennati il gruppo ha ottenuto dal Comune di Sarezzo i cartelli necessari per la segnalazione della migrazione e il materiale necessario per l’installazione delle barriere che faciliteranno la raccolta manuale.

Gli obiettivi

Il piano di quest’anno è ambizioso: prevede, infatti, anche una serata informativa per la cittadinanza, ancora in fase di definizione, e un progetto divulgativo con le scuole elementari. L’obiettivo è raccontare ai bambini l’importanza del «popolo del fango» per l’equilibrio dell’ecosistema, portandoli poi una serata sul campo con i genitori per imparare a salvare i rospi. Fondamentale sarà anche il supporto delle Guardie ecologiche, già attive a Inzino.

La migrazione riproduttiva inizierà a giorni con il rialzo delle temperature e le prime piogge, proseguendo per un mese e mezzo. Occorreranno turni quasi quotidiani di più persone possibile per coprire gli orari di punta dal rientro dal lavoro fino a circa mezzanotte. Chi volesse dare una mano può inviare un messaggio WhatsApp al 333.7482700.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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