Li hanno accusati di essere «i cattivi di Marcheno». Ma loro non ci stanno e vogliono dare la loro versione dei fatti. Prima lo hanno fatto in caserma, mettendo nero su bianco una denuncia per lesioni, e poi contattando la nostra redazione per ribadire che «è stato il barista ad alzare le mani per primo. Bisogna raccontare le cose come sono andare davvero».
Il caso è quello avvenuto al Dinamic di Marcheno nella notte tra venerdì e sabato scorsi e finito con un barista di 40 anni con il naso rotto e varie contusioni per essere stato, a suo dire, «aggredito da un gruppo di ragazzi entrati nel locale già ubriachi a cui non ho voluto servire da bere».
La versione
A parlare per tutti è un 20enne, italiano di origini straniere: «Ero con mio fratello, mio cugino e un mio amico. La rissa c’è stata certo, ma sono stati loro a cominciare». E spiega: «Noi siamo nati e cresciuti a Marcheno, abbiamo cittadinanza italiana e non siamo maranza. Siamo entrati nel bar che era aperto, stavano servendo altre persone. Io mi sono avvicinato al bancone e ho chiesto un Campari con l’aranciata. Il barista mi ha detto che me lo avrebbe fatto da asporto perché stava chiudendo. Io ho detto che non c’era problema».
La scintilla
La situazione si accende quando arriva la titolare del locale: «Era molto nervosa, ci ripeteva che non si può fumare e che dovevamo uscire ma nessuno di noi stava fumando. Allora il barista è uscito dal bancone e ha cominciato a strattonarmi. Mi ha preso per un braccio, ma è quello a cui sono stato ferito lo scorso anno e che ancora ha problemi. Ho cercato di spiegarmi, di dire che sarei uscito ma di non mettermi le mani addosso che io non stavo toccando nessuno. A quel punto però hanno tirato un bicchiere a mio fratello, mi hanno spinto ancora più forte e sono caduto a terra, mi hanno colpito alle spalle e ho dovuto mettere dei punti alla schiena e quando mi sono rialzato c’è stata una rissa».
I ragazzi si sono poi allontanati perché «non volevamo che succedessero cose peggiori». Pochi minuti dopo al bar erano arrivati i carabinieri «anche noi li abbiamo contattati, vogliamo dare la nostra versione». Sarà dunque ora la magistratura a valutare le singole posizioni.




