Cronaca

Rischio idrogeologico, le emergenze sul territorio

Ubaldo Vallini, Alessandra Portesani, Giuliana Mossoni, Simone Bottura
Da Vobarno a Quinzano passando per il Garda e la Valcamonica, le maggiori criticità nel Bresciano
Maltempo in Valcamonica - © www.giornaledibrescia.it
Maltempo in Valcamonica - © www.giornaledibrescia.it
AA

In provincia di Brescia molti territori vivono quotidiane situazioni di disagio legate al rischio idrogeologico. Sono dunque molti corsi d’acqua attenzionati, così come i versanti montani.

Vobarno

«Dissesto idrogeologico? Anche quando riusciamo a reperire le risorse necessarie per intervenire, troppo stesso sono i lacci ed i laccioli della burocrazia a mettersi di traverso». Così Paolo Pavoni, sindaco di Vobarno, uno dei centri valsabbini più in difficoltà nel garantire la sicurezza dei versanti montani e la gestione dei corsi d’acqua.

Prendiamo ad esempio la valle di Collio e i torrenti che la solcano, uno dei quali è stato responsabile dell’ultima alluvione subita a inizio giugno dall’omonima frazione. Poche ore di pioggia intensa sono stati sufficienti per ingrossare un canale che ha portato a valle detriti a non finire, ha intasato i tombotti e il tutto si è riversato sulla Provinciale e contro le case, riempiendo cantine e seminterrati.

«Il problema è che nessuno più taglia la legna lungo le pendici della montagna e nell’alveo dei torrenti – ci dice Pavoni –. Quella valle la conosco molto bene e senza l’intervento dell’uomo, nel corso degli anni, è andata snaturandosi tanto da essere irriconoscibile. Non per mancanza di volontà – aggiunge –. Più che altro perché chi potrebbe farlo, magari recuperando legna per l’inverno, teme di incorrere in sanzioni». Così la vegetazione cresce e muore intasando le vie d’acqua. E quando piove un po’ di più, come capita sempre più spesso, il tutto scende a valle provocando disastri.

Loading video...
Maltempo in Valsabbia, esonda il torrente a Collio

Uno degli altri punti «sensibili» vobarnesi è laddove il torrente Agna si getta nel Chiese. Quando fiume e torrente sono in piena quest’ultimo non riesce a passare nel tunnel sotto la Provinciale, rischiando ogni volta l’esondazione: «L’unica prevenzione possibile è tenere la zona sgombra dalla vegetazione, ma non sempre è facile ottenere il permesso di farlo».

Vobarno, per contenere il dissesto idrogeologico su due progetti che interessano il Monte Cingolo e la Degagna, ha recentemente ottenuto un finanziamento complessivo di un milione e 800mila euro. «Così ci mettiamo una pezza, ma il problema è generale e servirebbe piuttosto un piano di lungo respiro, sovraccomunale, che preveda la pulizia degli alvei su larga scala, magari coinvolgendo la Protezione civile» conclude Pavoni.

Quinzano

«A Quinzano è la Savarona, affluente dell’Oglio, la sorvegliata speciale in caso di piene». Così il sindaco Lorenzo Olivari spiega in che modo la sua Amministrazione opera per fronteggiare esondazioni e per prevenire dissesti idrogeologici e siccità: «Questa roggia attraversa il centro storico in tratti anche critici. Con la Protezione Civile ne teniamo costantemente monitorato il livello già in fase di pre-allerta, ma stiamo anche operando per cercare di condividere un protocollo operativo che coinvolga il Consorzio irriguo, in modo da governare al meglio le acque di afflusso dal reticolo idrico minore e di deflusso verso l’Oglio.

Prosegue Olivari: «Non ultimo, essendo l’opera di ingegneria idraulica del Chiavicone il sistema di regolazione più importante a monte del centro abitato, abbiamo da mesi redatto un progetto di riqualificazione del ponte con automazione delle paratie. Già nel 2025 potremmo disporre di fondi per avviare il costoso intervento».

La roggia Savarona © www.giornaledibrescia.it
La roggia Savarona © www.giornaledibrescia.it

Nel frattempo, in variante generale al Pgt, come spiega il sindaco, «abbiamo identificato siti idonei a ospitare vasche di laminazione e per realizzare bacini di accumulo dell’acqua piovana per salvaguardare le colture dalla siccità. Parimenti, sul fronte abitativo, abbiamo inserito delle premialità urbanistiche sulla bioedilizia di recupero dell’acqua piovana per limitare l’approvvigionamento da falda. E ancora: dato il progressivo riempimento del bacino di mitigazione del Chiavicone con sabbia immessa dalle piene della Savarona, abbiamo già sottoposto alla Regione un dossier che invita l’ente competente ad interventi di dragaggio». Quanto all’Oglio «sorvegliamo soprattutto la portata del fiume in corrispondenza dei due ponti verso il Cremonese». 

In Valcamonica

Il Vallaro a Vione è uno dei torrenti che, negli ultimi anni, ha dato maggiori problemi in Valcamonica. Perché quando le piogge si fanno più intense il corso d’acqua scarica spesso colate detritiche, che minacciano, in modo particolare, la frazione di Stadolina e le case presenti lungo l’asta.

Dopo l’esondazione del 2020, causata dall’ostruzione alla foce del Vallaro, ovvero quando quest’ultimo si butta nell’Oglio, sono state stanziate molte risorse. Oltre al pronto intervento, nei giorni immediatamente successivi al dissesto, a Stadolina sono arrivati fondi per circa un milione e mezzo di euro nel 2022, risorse destinate specificatamente alla messa in sicurezza degli argini, alla ripulitura del greto del torrente e, infine, alla realizzazione di opere di difesa.

È notizia di qualche giorno fa che la Regione ha erogato altri 690mila euro per interventi di stabilizzazione del versante sinistro della Valle di Vallaro e di consolidamento dell’alveo del torrente Vallaro a Vione. Proprio mercoledì, nell’area tenuta sotto stretto monitoraggio, è stato effettuato un sopralluogo. «I fondi – spiega l’assessore Mauro Testini – serviranno per completare il progetto di messa in sicurezza della frana sul lato in sinistra orografica, per la realizzazione di un sistema di trattenuta in quota del materiale dilavato, per il monitoraggio continuo della frana e del flusso e per realizzare strutture per il ripristino fluviale e il contenimento del rischio residuo».

Alto Garda

Resta chiusa, in via precauzionale, la Valle delle Cartiere. La zona era stata interdetta al transito veicolare e pedonale durante il fine settimana, in seguito ad alcuni fenomeni di distacco di materiale roccioso dal versante a monte della strada di fondo valle dovuti alle forti precipitazioni dei giorni scorsi, che hanno aumentato i rischi di frane e smottamenti.

Da qui la decisione dell’Amministrazione comunale del sindaco Chiara Chimini di stabilire tramite ordinanza la chiusura totale al traffico pedonale e veicolare della valle. Provvedimento che ora viene prorogato. «La misura – fa sapere il Comune – resterà in vigore per qualche giorno, fino a nuova comunicazione, per permettere i necessari sopralluoghi e interventi di messa in sicurezza dell’area da parte delle autorità competenti».

La valle resta dunque off limits, come indica la segnaletica di cantiere che segnala il pericolo e le deviazioni. Eventuali aggiornamenti sullo stato della viabilità e sulla riapertura saranno comunicati tramite i canali web e i gruppi WhatsApp e Telegram del Comune.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.