Rincari in bolletta: «Meccanismo complicato che penalizza i fragili»

A parlare è Giovanni Punzi di Adiconsum Brescia: «Chi pensava di avere meno problemi si ritrova nel caos»
Rincari in bolletta
Rincari in bolletta
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«Così i vulnerabili diventano due volte fragili». A dirlo è Giovanni Punzi, presidente di Adiconsum Brescia, che con la sua associazione già si prepara ad un anno infuocato tra contenziosi e richieste di aiuto.

L’annuncio degli aumenti delle bollette dell’energia ha già infiammato gli animi e le associazioni di categoria restano molto dure con le società dei servizi, nel solco di questa lunga (e protratta) stagione all’insegna dei rincari.

Difficoltà

«È già il secondo aumento dopo quello di agosto, ma questo in particolare riguarda quella fascia di persone che non riesce a seguire le dinamiche delle offerte e delle relative scadenze. Così chi ha optato per una tariffa tutelata e pensava di avere meno problemi anche dal punto di vista del controllo delle fatture si ritrova nel caos e in profonda difficoltà».

Ma Punzi, come i rappresentanti delle altre associazioni dei consumatori, puntano il dito anche contro la speculazione: «Mentre le persone non ce la fanno a pagare le bollette e chiedono come dilazionare, chi offre i servizi chiude i bilanci milionari in attivo. È un sistema che non può funzionare e che va rivisto».

Un meccanismo complicato

Per Adiconsum, poi, il problema non è l’utilizzo del termine «ma quello di garantire sicurezza alla fascia debole. Tutto il meccanismo è troppo complicato, specialmente per i vulnerabili che hanno spesso problemi di natura sanitaria. Basti pensare a chi utilizza apparecchi elettromedicali h24 e, nonostante abbia regolarmente inviato il proprio Isee – procedura già complicata – non si è visto applicato il bonus che non è generalizzato ma è sempre più difficile da ottenere. Così si aprono contenziosi e si entra in un nuovo tunnel».

E mentre la crisi morde sempre di più, un nuovo spunto di analisi lo offre la stessa autorità presieduta da Stefano Besseghini. Secondo Arera, nonostante gli aumenti la spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in maggior tutela si attesterà a 523 euro nel periodo compreso tra il 1° aprile 2024 e il 31 marzo 2025. Una spesa inferiore del 2,1% rispetto ai 534 euro registrati nel periodo precedente (1° aprile 2023 - 31 marzo 2024).

Cosa significa? Che molti fragili saranno costretti a spendere meno per curarsi, per riscaldarsi, per vivere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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