Per demolire e ricostruire la scuola materna di San Giovanni di via Rudiano è stato stanziato un milione e 900mila euro. Il via libera definitivo, dopo quello del Ministero dei beni culturali, arriva dalla Giunta. Il progetto è una partnership pubblico-privato con la società francese Engie che si occupa, a Chiari, di gestire la riqualificazione energetica dei beni comunali. Proprio l’aspetto energetico sarà al centro dell’intervento. Oltre a migliorie sul fronte sismico e degli incendi, la «nuova» San Giovanni vedrà aumentare in maniera significativa il proprio impianto fotovoltaico. Previsto poi sistema di isolamento quasi totale dal suolo, in particolare per far sì che non entri negli ambienti il gas radon, particolarmente concentrato nella zona.
I tempi
Il cantiere dovrebbe durare due anni tra abbattimento e lavori; a settembre 2028 la San Giovanni sarà un edificio «Nzeb», acronimo che identifica gli immobili a consumo energetico vicino allo zero. In questo lasso di tempo, alunni e docenti si sposteranno all’ex primaria Varisco, chiusa da alcuni anni e che necessita, quindi, di alcuni interventi di aggiustamento.
Su questo punto l’opposizione di Chiari Virtuosa entra però a gamba tesa, attaccando l’Amministrazione: «Siamo passati dalla riqualificazione alla demolizione. Perché una decisione così importante non è ancora stata comunicata a bambini che dovrebbero cambiare scuola durante l’anno e alle famiglie, che dovranno riorganizzarsi? Quando chiuderà la San Giovanni? E quali interventi servono alla Varisco, dove in passato erano emerse problematiche relative proprio al radon? Sono molte, davvero troppe, le domande senza risposta. Chiarezza e trasparenza sono fondamentali per tutta la cittadinanza».
La risposta della maggioranza
In attesa di chiarimenti, che sicuramente finiranno anche sul tavolo del primo Consiglio comunale post-estivo, dalla maggioranza è la Lega a controbattere: per il Carroccio «non c’è nulla da nascondere. Dopo la firma di fine agosto con la ditta assegnataria, è stata fissata una riunione con le famiglie coinvolte, che a breve riceveranno la convocazione. Sarà quella la sede per confrontarsi direttamente: le famiglie potranno fare tutte le domande che vorranno e riceveranno risposte vere, chiare e ufficiali. Noi siamo in Amministrazione e ci assumiamo, quindi, la responsabilità di lavorare per una scuola più sicura, moderna e adeguata alle esigenze dei bambini».



