Riclassificazione Comuni montani, Iseo e Roè Volciano: «Nota negativa»

Con l’aggiornamento dei criteri per la classificazione dei Comuni montani, il Governo ha corretto parzialmente l’impostazione originaria del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Ecco le reazioni dei sindaci di Roè Volciano e Iseo che sono rimasti fuori.
Roè Volciano
(Di Enrico Giustacchini)
Il Comune di Roè Volciano è l’unico, fra quelli della Vallesabbia, a rimanere escluso dalla riclassificazione dei Comuni montani formulata dal governo nazionale sulla base delle indicazioni aggiornate del Ministero per gli affari regionali e le autonomie.
«Una volta appresa la notizia, ho subito contattato il presidente della Comunità montana Giovanmaria Flocchini – fa sapere il sindaco Mario Apollonio –. Da lui ho avuto l’assicurazione che poco o nulla dovrebbe cambiare. Roè Volciano continuerà, come è stato fino ad ora, a far parte in modo organico dell’ente sovraccomunale, secondo quanto stabilito a suo tempo dalle normative regionali, condividendone scelte e progetti».
Sull’esclusione dalla riclassificazione del territorio volcianese – come pure di quello di Iseo – sono state peraltro espresse critiche a livello politico, ad esempio dal parlamentare Gian Antonio Girelli, che ha parlato di scelta «difficile da comprendere», considerando che Roè Volciano «si trova nel cuore della Vallesabbia, e la sua esclusione resta un’anomalia che non ha alcuna giustificazione oggettiva, né geografica né funzionale».
Apollonio, tuttavia, ribadisce la sua convinzione che, in pratica, la scelta del Governo non avrà gravi ripercussioni sul Comune da lui amministrato. «La nuova riclassificazione nasce con l’obiettivo di garantire un maggior supporto ai piccoli Comuni di montagna, che lamentano gravi criticità – osserva –. Faremo naturalmente i necessari, ulteriori approfondimenti, ma sono certo che questa decisione non penalizzerà più di tanto una realtà come la nostra, anche perché sotto il profilo operativo rimarremo a tutti gli effetti, come detto, all’interno della Comunità valsabbina».
Iseo
(Di Veronica Massussi)
Iseo è sempre stato considerato un comune montano in virtù di una «cima» che ha all’interno del suo comprensorio, la Punta dell’Orto, alta 1000 metri sul livello del mare. Per questo motivo è rientrato, fino a pochi giorni fa, nei nove comuni facenti parte della Comunità Montana del Sebino bresciano insieme a Sulzano, Sale Marasino, Monte Isola, Marone, Pisogne, Zone, Monticelli Brusati, Ome.
La nuova formulazione dei criteri per la classificazione dei comuni montani che dapprima aveva escluso molti comuni bresciani, con l’ultimo Dpcm ha ampliato l’elenco dei comuni riconosciuti come montani sulla base dei dati Istat e del confronto con le Regioni ma ha rimarcato l’esclusione di Iseo.
Lo ribadisce GianAntonio Girelli, deputato bresciano del Pd: «Nonostante questi passi avanti, restano esclusioni che non possono essere considerate neutre. L’uscita dalla classificazione montana di Iseo è una scelta negativa, perché riguarda una realtà che, pur non presentando condizioni di svantaggio paragonabili a quelle dei piccoli comuni montani, svolge un ruolo fondamentale all’interno delle rispettive Comunità montane».
Sul territorio è il presidente della Comunità Montana del Sebino bresciano, Marco Ghitti, ad esprimersi, mentre il sindaco Riccardo Venchiarutti preferisce tacere. «È una nota negativa non solo per Iseo ma per tutto il territorio – afferma Ghitti – anche se a livello di Comunità Montana non cambierà nulla, almeno ancora per un po’, perché la Regione non sembra per ora intenzionata a stravolgere le Comunità montane».
«La presenza di comuni più strutturati – aggiunge Girelli – contribuisce a rafforzare l’equilibrio complessivo delle Comunità montane, aumentando la capacità di attrarre risorse, sostenere servizi associati e garantire progettualità condivise. La loro esclusione rischia di penalizzare i comuni piccoli».
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