Riclassificazione Comuni montani: ora esclusi solo Iseo e Roè Volciano

La revisione dei criteri per la classificazione dei Comuni montani porta un cambio di rotta rilevante anche per la provincia di Brescia. Con la nuova formulazione trasmessa dal Ministero per gli Affari regionali e le autonomie il 4 febbraio 2026 ed esaminata dalla Conferenza Unificata, il Governo ha corretto in modo significativo l’impianto iniziale del Dpcm, ampliando l’elenco dei Comuni riconosciuti come montani sulla base dei dati Istat e del confronto con le Regioni. E così nel Bresciano, rispetto all’elenco diffuso a dicembre, la quasi totalità dei Comuni inizialmente esclusi rientra ora nella classificazione montana, scongiurando il rischio di perdere risorse, agevolazioni e strumenti considerati centrali per le aree interne. Restano però fuori Roè Volciano e Iseo, esclusioni che sollevano critiche.
«Correzione importante»
A sottolinearlo è il deputato bresciano del Partito Democratico Gian Antonio Girelli, che parla di una «correzione importante», ma non risolutiva. Secondo Girelli, la revisione conferma la fondatezza delle osservazioni avanzate nelle scorse settimane contro una prima impostazione giudicata eccessivamente rigida. L’impianto originario, basato quasi esclusivamente su criteri altimetrici e statistici, non teneva conto della reale complessità territoriale, con il rischio di penalizzare Comuni che condividono difficoltà tipiche delle aree montane pur trovandosi in fondovalle o a quote inferiori.
La nuova formulazione introduce correttivi rilevanti. Accanto ai parametri già noti – percentuale di superficie sopra i 600 metri, pendenza del territorio, altimetria media superiore ai 500 metri – viene rafforzato il criterio della contiguità territoriale, che consente di considerare montani anche i Comuni interclusi, cioè interamente circondati da territori che rispettano i requisiti principali. Un tentativo, nelle intenzioni del Governo, di superare alcune distorsioni evidenti emerse nella prima bozza.
Nel caso della provincia di Brescia, questo aggiustamento ha permesso di recuperare quasi tutti i Comuni inizialmente esclusi, riducendo l’impatto che la nuova classificazione avrebbe avuto sulle Comunità montane e sui servizi associati costruiti negli anni. Secondo i dati richiamati nel dibattito parlamentare delle scorse settimane, con i criteri aggiornati risultano montani 3.715 Comuni a livello nazionale, distribuiti in modo più equilibrato tra le diverse aree del Paese.
Iseo e Roè Volciano
Restano tuttavia alcune criticità. Girelli indica come «comunque negativa» l’esclusione di Iseo, realtà che, pur non presentando condizioni di svantaggio paragonabili a quelle dei piccoli Comuni montani, svolge un ruolo ritenuto fondamentale all’interno della Comunità montana. La presenza di Comuni più strutturati, viene sottolineato, contribuisce a rafforzare l’equilibrio complessivo dei sistemi montani, aumentando la capacità di attrarre risorse, sostenere servizi condivisi e garantire progettualità comuni. La loro uscita dalla classificazione rischia quindi di riflettersi soprattutto sui centri più piccoli e fragili.
Ancora più problematica, secondo il deputato dem, è la posizione di Roè Volciano. Il Comune si trova nel cuore della Valle Sabbia, tra Villanuova sul Clisi e Vobarno, ed è parte integrante della Comunità montana della Valle Sabbia. Alla luce dei criteri aggiornati, compresi quelli relativi alla contiguità territoriale, la sua esclusione viene definita un’anomalia priva di giustificazione oggettiva, né geografica né funzionale.
L’importanza della classificazione
Il tema della classificazione dei Comuni montani è centrale perché rappresenta uno spartiacque per l’accesso a fondi e finanziamenti destinati alle aree interne, in attuazione dell’articolo 44 della Costituzione, che prevede interventi specifici a favore della montagna. Nelle settimane precedenti, il dibattito aveva coinvolto anche altre realtà bresciane e lombarde, con il timore che una riclassificazione rigida potesse indebolire l’assetto delle Comunità montane e i servizi costruiti su base sovracomunale.
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