Rezzato si dota del «Nuovo regolamento comunale in materia di acustica» e dopo 20 anni per il paese cambierà la mappa del rumore, diventando comune apripista per tutta la Valle Sabbia.
Lo fa grazie all’adozione del «Nuovo Piano di zonizzazione acustica del territorio» approvato nel corso del Consiglio comunale della scorsa settimana. «Un passaggio atteso, obbligatorio e, secondo l’Amministrazione, urgente», il commento di Mattia Musletti, assessore di riferimento.
Sei classi
«Partiamo da un dato di fatto – sottolinea Musletti – il piano in vigore risale al 2004, nel frattempo Rezzato è cambiato. Sono arrivate le varianti al Pgt del 2018 e del 2023. La legge regionale impone ai Comuni di tenere aggiornata la classificazione. Non è una scelta, è un obbligo e il Piano acustico non è un documento tecnico chiuso in un cassetto, ma una vera mappa che divide l’intero territorio comunale in sei classi, dalla A alla F. Dalle aree particolarmente protette – scuole, ospedali, parchi – fino alle zone esclusivamente industriali».
Per ogni classe infatti la legge fissa limiti diversi di rumore, di giorno e di notte, e serve a due cose, semplici e opposte. Proteggere chi vive accanto a strade, attività produttive o locali, e dare certezze a chi vuole aprire un’attività, evitando liti e contenziosi sui limiti da rispettare.
Il regolamento
Accanto al Piano, arriva anche il nuovo regolamento, che diventa lo strumento che tecnici, cittadini e imprese useranno tutti i giorni. Non solo, definirà i documenti che servono per aprire un’attività, come si gestiranno i cantieri, quali regole valgono per le manifestazioni temporanee e per le deroghe, e cosa succede quando i limiti vengono superati.
«Il testo – chiosa Musletti – è stato razionalizzato rispetto al passato. Un esempio concreto: prima c’erano scadenze diverse per chiedere le deroghe a seconda del tipo di evento, ora c’è un’unica finestra temporale, più chiara, più semplice. Fra le aree già emerse come critiche ci saranno la zona di via Amendola a sud della rotonda, e via Gardesana all’incrocio con via Lithos. Il Piano, come il Peba e il Pgt, non è solo una fotografia, è una visione. Dice che tipo di territorio vogliamo nei prossimi anni».
Ora il piano rimane pubblicato per 30 giorni, aperto alle osservazioni di cittadini, associazioni e consiglieri, e sarà inoltrato ad Arpa e ai Comuni confinanti per i pareri di competenza, ma di certo pone Rezzato all’avanguardia nel proprio territorio. La partita del rumore, dopo vent’anni, riparte da qui.



