Il rettore: «La libera professione ha più appeal del settore pubblico»

Le scuole di specializzazione in Oftalmologia e Oculistica sono «estremamente gettonate». Lo sottolinea il rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli. E lo confermano l’associazione Als e il sindacato Anaao Giovani riferendo che nel 2024 tutti i contratti banditi a livello nazionale sono stati assegnati, a differenza di altre scuole come Anatomia patologica (assegnato il 47% dei contratti), Medicina d’emergenza urgenza (30%) e Radioterapia (18%). Da quelle di Brescia sono usciti 5 dermatologi e 4 oculisti nel 2023/2024 e se ne aggiungeranno altri 7, per ciascuna delle due scuole citate, nel novembre 2025.
«Sarà per lo stipendio offerto nel pubblico, sarà per le difficoltà a conciliare vita privata e turni di lavoro in ospedale – osserva rettore –, sta di fatto che le specialità che consentono la libera professione hanno un appeal maggiore. È risaputo, del resto, che il Ssn attrae meno di un tempo medici e personale infermieristico: le condizioni del pubblico non sono concorrenziali con la libera professione». Detto ciò «l’Università – precisa il professor Castelli – non può fare molto: il numero di posti assegnati alle varie scuole di specializzazione viene determinato dal Ministero a seguito della contrattazione Stato-Regioni e non può, ovviamente, essere modificato dai singoli atenei».
Rimanendo nel contesto universitario, è a un passo dal via libera definitivo la riforma che porterà al superamento del test di Medicina in favore di un semestre-filtro con esami i cui risultati saranno validi in percorsi formativi alternativi. Rimarrà, insomma, il numero programmato, elemento che il prof. Castelli ritiene fondamentale.
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