Remedello ha chiesto di revocare il progetto del depuratore
Adesso che il tribunale si è espresso, il Comune di Remedello chiede alla Provincia e all’Ufficio d’Ambito di revocare il progetto che prevede la realizzazione del depuratore civile nel terreno adiacente a quello dell’impianto di reflui zootecnici di Visano (noto alle cronache come «eco-mostro»).
Non solo, il sindaco Simone Ferrari chiede anche ai sindaci di Visano, Acquafredda e Isorella di condividere e fare loro tale istanza, «nell’interesse di tutti i nostri cittadini».
I motivi che guidano la richiesta di Remedello sono semplici: sintetizzando, se la ragione principale per cui la Provincia di Brescia ha deciso di ubicare altrove (e non sul terreno dell’eco-mostro) il depuratore civile di Visano, Remedello, Acquafredda e Isorella era proprio la presenza della storica controversia legale, ora che tale controversia è «sciolta» non ci sono ragioni per consumare suolo vergine (come invece si sta facendo, dato che il cantiere è già attivo).
La vicenda
Facendo un passo indietro, di recente il tribunale si è espresso sulla decennale diatriba legale tra il Broletto e la società cui era stata assegnata la gestione dell’ex impianto di reflui zootecnici presente a Visano: la Provincia non dovrà versare il milionario risarcimento danni chiesto dal gestore.
La pendenza di tale controversia e i rischi conseguenti parevano tenere in «ostaggio» il terreno provinciale su cui l’eco-mostro sorge, infatti la Provincia ha deciso di avviare la realizzazione del depuratore civile dei quattro comuni altrove, ossia su un appezzamento vergine adiacente. Ciò anche perché c’è l’urgenza di sfruttare i preziosi fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), dato che sulla situazione dei comuni pende pure la procedura europea di infrazione.
Il sindaco di Remedello Simone Ferrari e la sua Amministrazione avevano espresso contrarietà alla decisione di consumare nuovo suolo e di non recuperare, invece, l’area del vecchio impianto (cosa che ora auspicano sia fatta), quindi, nel frattempo, hanno impugnato il progetto del depuratore civile al Tar, domandando anche la sospensione del cantiere (richiesta, quest’ultima, rigettata). Ebbene, la sentenza ora c’è, quindi il sindaco Ferrari ora domanda di revocare il progetto contestato.
L’istanza
L’istanza di revoca alla Provincia e all’Ufficio d’Ambito è stata inviata ieri, così come la richiesta di sostegno ai colleghi-sindaci. Richieste motivate dal fatto che, dopo la sentenza, «la Provincia non può più sostenere l’indisponibilità dell’area» e rafforzata sottolineando come anche il Tar (pur rigettando la richiesta di sospensione del cantiere) ha evidenziato come «il recupero, previa bonifica, del sito del vecchio depuratore potrebbe risultare preferibile sotto il profilo ambientale rispetto alla consumazione di suolo agricolo».
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