CronacaBassa

Visano, depurazione senza lieto fine

Un epilogo che non regala alcun vincitore
Una struttura del depuratore abbandonata - © www.giornaledibrescia.it
Una struttura del depuratore abbandonata - © www.giornaledibrescia.it
AA

In principio era una (mala)questione di miliardi. Trenta per la precisione. Ora si parla di milioni di euro andati - di fatto - in fumo. Ma non è una mera questione di conio. È un problema di sostanza, una ferita che non smette di sanguinare.

La sentenza su uno dei contenziosi relativi all’area su cui sorge il depuratore di Visano non cancella lo scempio - ambientale prima ancora che economico - di un impianto che ha funzionato solo per un battito di ciglia. Trasformandosi, anno dopo anno, in enigma, scandalo, oggetto di speranza, simbolo di un sistema sconfitto.

Il digestore nato alla fine degli anni ’90 e trasformatosi in «ecomostro» in nemmeno un decennio doveva servire per i reflui zootecnici, salvo poi ipotizzarne l’utilizzo collettare i territori di Calvisano,Visano, Acquafredda, Isorella e Remedello. Ma fu un fuoco di paglia. Già nel 2008 (quindi nemmeno 10 anni dopo l’inaugurazione)era una cattedrale nel deserto, uno sfregio cui porre rimedio.

Soluzioni? Se ne sono ipotizzate moltissime, addirittura doveva diventare la soluzione ai problemi di collettamento del Garda. Una «superstrada» dei liquami per coprire uno spreco di soldi pubblici che è come uno schiaffo a mano aperta. Ipotesi, proposte, forzature. Ma, alla fine, l’ecomostro resta dormiente. Un sonno agitato da trenta miliardi di incubi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.