Cronaca

Raccolta differenziata, a Sarezzo «l’attuale sistema non si cambia»

L’ha precisato il Comune ma intanto la minoranza evidenzia dei limiti nel sistema
Barbara Fenotti
Un cassonetto della frazione organica - © www.giornaledibrescia.it
Un cassonetto della frazione organica - © www.giornaledibrescia.it

Tra percentuali di raccolta differenziata e modelli di gestione a confronto il dibattito sul futuro dei rifiuti a Sarezzo non si arresta. In Consiglio comunale la presentazione del Piano economico finanziario (Pef) del servizio ha riportato al centro una questione che negli ultimi anni ha accompagnato il dibattito politico locale: mantenere l’attuale sistema di raccolta stradale o tornare a discutere un passaggio più deciso verso il porta a porta integrale.

Dalla maggioranza arriva una ulteriore conferma: il sistema resterà invariato almeno sino a fine mandato, cioè fino al 2029. «L’obiettivo è contenere i costi e mantenere un equilibrio tra qualità percepita dai cittadini e sostenibilità economica». Una posizione che nasce anche dai numeri.

Secondo l’Amministrazione il servizio attuale «garantisce un buon grado di soddisfazione e, soprattutto, tariffe inferiori rispetto ai Comuni vicini». Il costo del personale, inoltre, «sarebbe più elevato in un sistema domiciliare spinto». Gli aumenti previsti deriverebbero soprattutto dal rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori e dall’incremento dei costi generali di gestione.

La minoranza

Di segno opposto la lettura della minoranza, che punta l’attenzione sui dati di prospettiva contenuti nel Pef. La raccolta differenziata, attestata attorno al 72%, secondo le previsioni resterà stabile nei prossimi anni, in calo rispetto al 74% raggiunto in precedenza. Una dinamica che, secondo i consiglieri di opposizione, «confermerebbe i limiti del sistema attuale».

Non solo quantità, ma anche qualità del rifiuto raccolto: nel dibattito sono stati richiamati indicatori che evidenzierebbero margini di miglioramento nella qualità merceologica del materiale conferito. Il confronto si è acceso anche sul rapporto tra costi e risultati ambientali. Da una parte chi rivendica una gestione capace di contenere l’impatto economico sulle famiglie; dall’altra chi ritiene che la percentuale di differenziata non sia un semplice numero, bensì un indicatore di sostenibilità e salute.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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