Cronaca

L’aumento della Tari accende lo scontro politico a Gardone Val Trompia

Da ottobre la tariffa cresce del 10%. Per la maggioranza il servizio ora è rafforzato, ma l’opposizione attacca: «Penalizzati cittadini e aziende»
Barbara Fenotti
Una veduta aerea dell’abitato di Gardone Valtrompia - © www.giornaledibrescia.it
Una veduta aerea dell’abitato di Gardone Valtrompia - © www.giornaledibrescia.it

La maggioranza parla di costi cresciuti e di un servizio rafforzato. L’opposizione risponde denunciando rincari e minore tutela per cittadini e attività economiche.

La Tari diventa terreno di scontro a Gardone, dove nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale sono state approvate le nuove tariffe che entreranno in vigore da ottobre 2026. Il nuovo piano decennale da 1 milione e 744mila euro è legato all’affidamento della raccolta rifiuti ad Aprica. Una cifra superiore di circa 300mila euro rispetto ai costi sostenuti nel periodo 2014-2024 con la precedente gestione.

La scelta

«L’aumento - spiegano dalla maggioranza - dipende dall’incremento dei costi di personale, materie prime e mezzi dedicati». L’Amministrazione ricorda inoltre che «l’appalto impostato dalla precedente Giunta nell’aprile 2024 prevedeva una spesa di un milione e 707mila euro: la differenza rispetto all’attuale affidamento è quindi di 37mila euro».

Dalla maggioranza si sottolinea inoltre che non era più possibile la proroga della vecchia concessione con Cauto, scelta che invece era stata fatta nel precedente biennio dall’Amministrazione Brunori, con un risparmio complessivo superiore ai 600mila euro. La Giunta sottolinea anche che, nel confronto con Sarezzo, Villa Carcina e Concesio, la tariffa di Gardone risulterebbe la più economica, pur con l’aumento di poco superiore al 10% previsto da ottobre.

«Sappiamo che ogni aumento in bolletta crea malumore nell’utenza - è la posizione dell’Amministrazione - ma i costi di gestione sono aumentati e la tariffa Tari rappresenta la riscossione dei costi del servizio senza alcun beneficio economico per il Comune: tanto costa, tanto deve essere pagato dagli utenti».

I «nuovi servizi»

Accanto all’aumento la maggioranza rivendica alcune migliorie introdotte senza ulteriori spostamenti di costi: tre mini isole ecologiche a Gardone, Inzino e Magno, contenitori da 200 litri per le unità abitative con più di otto famiglie, lo spostamento del distributore automatico dei sacchetti all’esterno dell’isola ecologica di via Roma, il potenziamento della videosorveglianza nei punti di abbandono dei rifiuti e maggiori controlli sui pagamenti.

Su questo fronte il Comune ricorda di aver avviato nel 2025 il recupero dei mancati versamenti relativi agli anni 2017-2024, pari complessivamente a 798mila euro. Finora sono stati recuperati oltre 185mila euro, circa il 24%.

Le critiche

La lista civica di opposizione «La nostra città» ha votato contro l’aumento. Contesta il rincaro, parlando di un incremento della tassa rifiuti del 21% in due anni, e accusa chi oggi amministra di aver criticato nel 2023 la precedente Giunta Lancelotti per aumenti definiti allora più contenuti.

«Il compito di un’Amministrazione - sostiene l’opposizione - è proteggere cittadini e attività economiche, non limitarsi a trasferire sui contribuenti ogni aumento dei costi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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