Pulizia strade senza spostare l’auto: parte la prova in centro
La pulizia delle strade, a Brescia, è sempre stata soprattutto una questione di memoria. Ricordarsi la sera giusta. Spostare l’auto. Non dimenticarsene.
Nel 2025 sono stati 14.479 i verbali elevati per inosservanza del divieto di sosta durante la pulizia delle strade. Migliaia di bresciani che, per una dimenticanza o semplicemente per una vita un po’ troppo piena di impegni, si sono ritrovati con una multa sul parabrezza.
Dal 18 marzo partirà nel centro storico la sperimentazione di un nuovo modello di pulizia meccanizzata che permette di lavare e spazzare le strade anche con le auto parcheggiate, eliminando così il divieto di sosta mensile nella quasi totalità delle vie interessate. Si comincerà dal quartiere di Brescia Antica, un’area che per conformazione urbana si presta particolarmente bene all’applicazione del nuovo metodo.
Come funziona
Il principio è semplice: al posto del sistema tradizionale – che prevede il passaggio dei soffiatori elettrici e dell’autobotte, seguito dalle spazzatrici meccaniche – entreranno in azione spazzatrici dotate di lancia ad alta pressione, manovrate da un operatore a terra e collegate alla macchina tramite un braccio, che permette di raggiungere anche lo spazio sotto i veicoli parcheggiati.
«La sperimentazione nasce anche dall’ascolto dei cittadini – ha spiegato la sindaca Laura Castelletti –. È una pulizia delle strade che toglie quell’angoscia, quella preoccupazione di ricordarsi la sera giusta per spostare l’auto. Parliamo di circa quindicimila persone che ogni anno vengono sanzionate. Sono piccoli gesti, ma possono migliorare concretamente la qualità della vita».
Il nuovo sistema interesserà complessivamente 72 chilometri di itinerari del centro storico, coinvolgendo 169 vie e liberando circa 15 chilometri lineari di parcheggi dal vincolo del divieto di sosta durante le operazioni di pulizia.
Dove
La sperimentazione si svilupperà in tre fasi, una per ciascuna delle zone del centro storico coinvolte. Si partirà il 18 marzo, terzo mercoledì del mese, con Brescia Antica, un itinerario di circa 26 chilometri in cui verranno liberati dal divieto mensile oltre 4 chilometri di stalli di sosta. Il sistema verrà poi esteso alla zona Moretto e successivamente al Carmine, fino a coprire l’intero centro storico.
Non tutte le strade potranno però essere incluse. Alcuni tratti – come quelli del Ring – continueranno a mantenere il divieto di sosta per ragioni tecniche legate alla presenza di ostacoli o alla conformazione degli spazi. Le vie interessate dal mantenimento del divieto sono via dei Mille, via Calatafimi, via Lupi di Toscana, via Brigata Meccanizzata e via Silvio Pellico.
Secondo Aprica, la società che gestisce il servizio di igiene urbana, il nuovo modello potrebbe comunque eliminare il divieto di sosta nel 95% delle strade oggi interessate dalla pulizia programmata.
Marciapiedi più puliti
«È un’innovazione importante per la città – ha spiegato l’amministratore delegato Filippo Agazzi –. Il sistema permette di pulire la carreggiata e sotto le auto, ma anche di lavare i marciapiedi. Un aspetto tutt’altro che secondario, soprattutto in una fase in cui piove sempre meno e lo sporco si accumula più facilmente».
Il lavaggio dei marciapiedi rappresenta infatti uno dei vantaggi aggiuntivi del nuovo sistema, che consente di rimuovere residui e deiezioni anche nelle zone pedonali.
Polveri sottili
Dal punto di vista tecnico le nuove spazzatrici sono dotate anche di sistemi di filtraggio delle polveri sottili, in grado di trattenere fino al 99% del particolato durante le operazioni di pulizia. Una caratteristica particolarmente importante nel centro storico, dove la riduzione delle emissioni è una priorità.
Come ha spiegato Alberto Amadei, responsabile commerciale Italia della società Dulevo che realizza i mezzi, il sistema di filtraggio consente di trattenere fino al 99% del Pm10, riducendo la dispersione di polveri durante le operazioni di pulizia.
Per tre mesi
Il sistema non è del tutto inedito: mezzi simili sono già utilizzati con buoni risultati in città come Milano e Bergamo.
La sperimentazione durerà tre mesi, al termine dei quali il Comune analizzerà i risultati per valutare una possibile estensione anche ad altre zone della città. La decisione dipenderà dall’efficacia del servizio e dal rapporto tra costi e benefici nelle diverse configurazioni urbane.
Per l’assessora alla Transizione ecologica Camilla Bianchi si tratta comunque di un tassello importante nel percorso di miglioramento del servizio di igiene urbana. «Questa misura si inserisce nel lavoro che stiamo portando avanti per rendere la città sempre più pulita e allo stesso tempo più comoda per i cittadini».
In altre parole: meno cartelli di divieto, meno auto da spostare e – se la sperimentazione funzionerà – anche qualche multa in meno.
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