Grosso: «Il traffico di cocaina lascia strascichi sul territorio»

Lo psicologo e psicoterapeuta del gruppo Abele analizza la diffusione degli oppioidi sintetici e spiega quali sono gli effetti del crack
Lo psicoterapeuta Leopoldo Grosso - © www.giornaledibrescia.it
Lo psicoterapeuta Leopoldo Grosso - © www.giornaledibrescia.it
AA

A Brescia si rilevano sequestri doppi di cocaina rispetto alle altre droghe. Vale anche sul piano dei consumatori?

«Certamente. Purtroppo tutti i grandi traffici, e quello di cocaina in particolare, si lasciano dietro strascichi sul territorio. Le zone di passaggio e di smercio sono anche quelle di maggiore consumo. Succede anche perché parte delle tangenti per il passaggio dei carichi, per gli appoggi sul territorio sono pagate in merce e quindi c’è grande disponibilità sul mercato».

Preoccupa l’esplosione del crack.

«È un passaggio naturale. Come al supermercato. Ad un certo punto compaiono nuove versioni a basso costo dello stesso prodotto quando i clienti che possono spendere di più non permettono una ulteriore espansione del mercato. Il crack è un sottoprodotto della cocaina. In questo caso però ci sono effetti pesantissimi sulla compulsione al consumo continuo che modifica il comportamento delle persone e anche legati agli effetti psichici con atteggiamenti paranoici che induce».

Come vede la diffusione degli oppioidi sintetici?

«Per fortuna in Italia il consumo di Fentanyl è ancora sotto controllo. Gli oppioidi sintetici da noi per ora vengono usati in cocktail, per “innaffiare” altre sostanze e per gestirne gli effetti, di solito per rafforzare».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.