In Broletto il patto contro le discriminazioni di genere sul lavoro

Wilda Nervi
A sottoscriverlo sono stati la consigliera di Parità Daniela Edalini e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cgil Valcamonica e Sebino
La firma del patto in Broletto - © www.giornaledibrescia.it
La firma del patto in Broletto - © www.giornaledibrescia.it
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Le discriminazioni nel lavoro non sono un residuo del passato. Sono una realtà quotidiana che continua a colpire le donne nelle carriere, nei salari, nella stabilità del lavoro e nella libertà da molestie e violenze.

Il patto tra la consigliera di Parità della Provincia, Daniela Edalini e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cgil Valcamonica e Sebino, è un accordo di collaborazione per contrastare discriminazioni di genere, mobbing e disparità salariali nei luoghi di lavoro.

Mira a promuovere azioni positive, conciliazione vita-lavoro e formazione, utilizzando la rete sindacale per intercettare i casi e la competenza legale della consigliera. Un impegno comune su cui focalizzare l’impegno per prevenire e contrastare ogni forma di squilibrio di genere nel lavoro.

Il protocollo

Il progetto nasce dalla collaborazione formalizzata oggi in Broletto con la sottoscrizione del protocollo d’intesa volto, tra l’altro, ad adottare iniziative congiunte di sensibilizzazione dei contesti lavorativi e della società civile in materia di pari opportunità e di rimozione delle situazioni discriminatorie.

Quello delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro è, infatti, un fenomeno ancora sommerso; è elevata, infatti, la quota di lavoratrici che non parlano con nessuno di quanto subito, che non denunciano, che non cercano aiuto. Secondo i calcoli sindacali solo il 41,5% delle donne entra nel sistema lavorativo (sono 20203 in totale nel nostro territorio, a fronte di 33500 uomini). Tra le donne solo il 27% raggiunge la posizione di quadro, mentre le dirigenti rispetto agli uomini sono il 24% in meno.

Le molestie

Un momento dell'incontro in Broletto - © www.giornaledibrescia.it
Un momento dell'incontro in Broletto - © www.giornaledibrescia.it

In Lombardia poi, una donna su due ha subito, nel corso della vita, molestie di natura sessuale sul luogo di lavoro. Di queste, una su sei è stata vittima di tali comportamenti negli ultimi tre anni. «La strada è ancora lunga e accidentata – hanno ribadito le rappresentanti sindacali che hanno firmato l’accordo –. Spetta a noi e all’intervento della consigliera di Parità diffondere le migliori pratiche con maggiore vigore».

Il taccuino vuole quindi essere uno strumento di supporto, orientamento e difesa utile ed immediato, a disposizione di tutte le cittadine e cittadini che, nel loro percorso lavorativo, possono trovarsi in situazioni potenzialmente discriminatorie rispetto al genere. La struttura del protocollo prevede la simulazione di possibili situazioni che possono capitare e che spesso non si sanno riconoscere.

All’orizzonte c’è anche l’abolizione delle consigliere di Parità, attraverso il decreto che punta a creare un solo organismo centrale per rispettare una norma europea. «La figura della consigliera di Parità è uno strumento fondamentale per garantire l’uguaglianza tra donne e uomini nel lavoro – ha ribattuto Daniela Edalini –. Si tratta di un presidio istituzionale previsto dalla legge che svolge un ruolo chiave nel contrasto alle discriminazioni, alle molestie di ogni genere nei luoghi di lavoro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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