Provincia, nel Ptcp la mappa delle aree in attesa di rigenerazione

A Brescia non c’è solo il gran cantiere della città in ballo (con il Pgt). Il 2026 è l’anno clou della pianificazione territoriale: a muoversi a passo spedito è infatti anche l’altro Palazzo istituzionale della nostra provincia, il Broletto. Sul tavolo c’è la stesura del nuovo Ptcp, che sta per Piano territoriale di coordinamento provinciale, un documento strategico atteso da anni: venti per la precisione, con un «pit-stop» nel 2014, quando è stata messa a punto una revisione.
L’orizzonte
Alla regia c’è Caterina Lovo Gagliardi, che sta vigilando su una road map definita: «La scorsa settimana abbiamo avviato la procedura Vas (alias: Valutazione ambientale strategica), l’obiettivo è arrivare all’approvazione dello strumento entro la fine del mandato», vale a dire per l’inizio del 2027.
Ma su cosa può incidere il Ptcp e su cosa, concretamente, si lavorerà in questi dodici mesi di tempo? Oltre al già annunciato obiettivo della riduzione del consumo di suolo, sicuramente il progetto simbolo (e anche quello con le maggiori ricadute concrete sia per i Comuni sia per gli investitori e gli operatori) sta nelle grandi aree dismesse di interesse provinciale.
La stima

Quante sono? La mappatura puntuale è in corso ed è legata (anche) all’aggiornamento dei Piani di governo del territorio che i Comuni stanno redigendo o variando, ma ad oggi la stima ammonta a circa 1.100 ettari. Un termine di paragone: 1.540 campi da calcio, uno spazio grande quanto Barbariga.
Tutto qui? No. Il punto non è solo contarle, ma catalogarle per creare una sorta di atlante a disposizione di tutti, categorie e investitori in primis. «Una volta ultimato questo aggiornamento, accedendo al geoportale, tutti potranno vedere non solo le aree di rigenerazione a disposizione, ma anche le schede con tutti i dati utili e, soprattutto uniformati. Una banca dati preziosa, che sarà implementata e aggiornata costantemente, così da offrire una fotografia in tempo reale» precisa Lovo Gagliardi.
Che ha intenzione di mettere a segno un ulteriore obiettivo: «L’idea è di offrire l’opportunità di chiedere l’attivazione del Tavolo della rigenerazione, un contesto nel quale tutti gli attori seduti nella Conferenza dei servizi, e per le grandi operazioni anche gli investitori, possano confrontarsi in via preliminare per avere le informazioni necessarie, anche in chiave normativa, prima di attivare l’iter con il Comune».
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