Cronaca

Precipitato con l’ultraleggero, Barbi era un appassionato di volo

Il 74enne morto ieri a Polpenazze era conosciuto nell’ambiente dell’aviazione leggera come un pilota esperto e appassionato. Nessuna ipotesi sulle cause dell'incidente viene esclusa
Alice Scalfi
Il luogo dell'incidente a Polpenazze
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Il luogo dell'incidente a Polpenazze

Il rumore del motore che si abbassa all’improvviso, una virata stretta sopra le colline, poi lo schianto contro la scarpata tra i vigneti. Una domenica di sole e passeggiate sulle strade bianche della Valtenesi si è trasformata in tragedia nel pomeriggio di ieri, quando un ultraleggero precipitato nelle campagne tra Carzago della Riviera e Polpenazze è costato la vita al pilota Guido Barbi, 74 anni compiuti da pochi giorni, residente a Brescia.

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L'ultraleggero precipitato a Polpenazze

L’incidente è avvenuto poco dopo le 15 lungo via Sant’Antonio Abate, in territorio di Polpenazze, in una zona di media collina molto frequentata da ciclisti, famiglie e gruppi di ragazzi in bicicletta. Sentieri sterrati, vigne e piccoli saliscendi molto frequentati nel fine settimana, soprattutto nelle giornate di sole come quella di ieri. Alcuni presenti avrebbero assistito agli ultimi secondi di volo del velivolo, decollato pochi minuti prima dall’aviosuperficie di Bedizzole intitolata a Silvio Scaroni.

Secondo le prime testimonianze, il pilota avrebbe tentato una brusca inversione di traiettoria, perdendo però quota fino all’impatto contro il terrapieno. L’ultraleggero biposto si è schiantato in una piccola scarpata ai margini dei campi, andando quasi completamente distrutto.

L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono arrivati un’ambulanza di Valtenesi Soccorso, l’auto medica e anche l’eliambulanza decollata da Brescia, ma per il pilota non c’era ormai più nulla da fare. L’elicottero del 118 è poi rientrato vuoto all’ospedale Civile.

L'aereo precipitato nella campagna di Polpenazze - © www.giornaledibrescia.it
L'aereo precipitato nella campagna di Polpenazze - © www.giornaledibrescia.it

Sono intervenuti anche i Vigili del fuoco, che si sono occupati del recupero della salma e della messa in sicurezza del velivolo, oltre ai Carabinieri della stazione di Manerba per i rilievi e la gestione dell’area.

Come previsto dalla procedura in questi casi, il magistrato di turno è stato informato dell’accaduto e il velivolo è stato posto sotto sequestro. Saranno ora gli accertamenti tecnici e le verifiche affidate agli enti competenti, tra cui Enac, a chiarire le cause dell’incidente.

Le ipotesi

Al momento nessuna ipotesi viene esclusa: dal possibile guasto meccanico a un malfunzionamento del mezzo, fino a un errore umano o a un malore improvviso del pilota.

Per tutta la durata dei soccorsi, lungo i sentieri e sulle colline attorno al luogo dello schianto hanno continuato a fermarsi curiosi e persone in passeggiata. Qualcuno osservava in silenzio dal sentiero sopra la scarpata, altri hanno lasciato la bicicletta sull’erba per avvicinarsi il più possibile alla zona transennata. In mezzo ai vigneti, sotto il sole del pomeriggio, restavano il velivolo distrutto e il viavai dei mezzi di soccorso, in un paesaggio che fino a pochi minuti prima aveva il ritmo tranquillo di una calda domenica di maggio.

Chi era la vittima

Per Guido Barbi il volo sportivo era una passione coltivata da anni, accanto all’attività professionale e alla vita in città. Il 74enne bresciano morto ieri pomeriggio nello schianto dell’ultraleggero precipitato tra le campagne della Valtenesi era conosciuto nell’ambiente dell’aviazione leggera come un pilota esperto e appassionato. In città era stato anche un noto imprenditore.

Aveva conseguito il brevetto Vds per il pilotaggio di ultraleggeri e volava da molti anni, frequentando da tempo il mondo del volo sportivo bresciano. Dai primi anni Duemila aveva gravitato attorno all’aviosuperficie di Pradelle, dove per un periodo aveva anche basato il proprio velivolo, continuando poi negli anni a mantenere rapporti con l’ambiente dell’aviazione sportiva.

Secondo quanto emerge da alcuni portali specializzati dedicati al settore, Barbi pilotava un Eurostar EV97, ultraleggero biposto molto diffuso nell’ambito del volo sportivo e amatoriale. In passato aveva fatto parte anche del team Eurostar legato al volo acrobatico.

Chi lo conosceva lo descrive come una persona discreta, cordiale e molto legata alla passione per il volo, ambiente che frequentava con continuità da decenni. Aveva inoltre un figlio residente in Australia, che raggiungeva ogni anno fermandosi anche per lunghi periodi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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