La notizia della decisione del comprensorio di Madonna di Campiglio di introdurre il «numero chiuso» sulle piste nei periodi di maggiore afflusso di sciatori, in particolare durante le vacanze di Natale e a Carnevale, non scompone più di tanto gli equilibri in alta Valcamonica. Anzi, ironicamente il desiderio sarebbe di ospitare i tanti appassionati che non potranno rigare con gli sci le nevi trentine, ma saranno accolti a braccia aperte dal carosello Pontedilegno-Tonale.
Il consorzio non ha alcuna intenzione di prendere in considerazione questa ipotesi, perché in qualsiasi periodo della stagione, anche nei picchi di maggiori presenze turistiche, quando si superano i ventimila accessi giornalieri, i flussi sono ancora ben gestiti e tollerati. Tutto questo perché la skiarea camuna possiede diversi punti di accesso, sia a Temù, sia a Ponte sia in Tonale, lato camuno e lato Trentino, che consentono di smistare gli sciatori in più zone senza creare troppe code all’accesso agli impianti di risalita.

«Non stiamo pensando a questa soluzione – dichiara il direttore del consorzio Ponte-Tonale Michele Bertolini –. Dal punto di vista delle piste e degli impianti, la nostra località ci consente di gestire bene i flussi, anche grazie alla sua conformazione, che permette l’accesso alla skiarea da diversi punti».
Servizi
Certo la consapevolezza è che ci sono ancora ampi margini di miglioramento in alta Valle, in particolare per quanto riguarda i servizi agli sciatori. Stiamo parlando, a esempio, dei parcheggi, che nei periodo di gran pienone sono quasi introvabili (ma, anche in questo caso, gli spazi sono ampi e basta fare una camminata per trovare una soluzione).

«I servizi turistici – aggiunge Bertolini – sono fondamentali per offrire un prodotto sempre più completo e appetibile e in questo frangente stiamo lavorando». Nel comprensorio di Adamello Ski numeri ed esigenze continuano a essere gestibili sia in estate sia in inverno e la parola overtourism è lontana.
Secondo gli amministratori della stazione, il contingentamento degli skipass giornalieri è un’opzione da prendere in considerazione solo di fronte a problemi di gestione realmente non superabili. «Garantire a tutti la possibilità di sciare è per noi una missione – conclude Bertolini –, oltre che uno stimolo continuo a migliorare e investire. In fondo, facciamo un mestiere bellissimo: permettere alle persone di divertirsi. E precludere questa possibilità a qualcuno ci sembra, in questo momento, un’opzione da considerare solo in caso criticità insuperabili e insostenibili».


