«Di solito non rispondo alle provocazioni del gruppo Sosteniamo Paratico. Stavolta invece lo faccio perché gli operai del Comune lo meritano».
Non si placa la polemica sulle piantine di lavanda seccate quest'estate nelle aiole che costeggiano alcune strade del centro di Paratico. Alimentata nei giorni scorsi dalla minoranza consigliare capeggiata da Clara Alberti sui social, nelle ultime ore ha suscitato anche la reazione del sindaco Carlo Tengattini, infastidito dal coinvolgimento - per quanto indiretto - degli operai comunali che della manutenzione di piante e fiori si occupano tra le loro mansioni ogni giorno.
Sui social
Come le accuse, anche la riposta è arrivata via social. «Gli operatori Bracchi, Danesi, Zanotti e i due Tengattini, coordinati da Dacol - ha scritto il primo cittadino - hanno provveduto quotidianamente da fine giugno a metà agosto a irrigare lavande, lantane, alberelli piantati in sostituzione degli alberi aggrediti dal tarlo asiatico e i vari prunus dislocati sul nostro territorio. Purtroppo la violenta calura di Caronte, che la scorsa estate ha imperversato quattro volte sul Paese e sulla Lombardia, ha reso parzialmente vani gli sforzi dei nostri operai, visto che oltre alla lavanda sono seccate una decina di piante ad alto fusto, che la Regione provvederà a sostituire.
Lavoro
Senza il lavoro quotidiano degli operai comunali «la siccità avrebbe causato danni anche maggiori - ha concluso -. Ricordo a tutti che quest’estate hanno lavorato senza sosta sotto un sole non sempre facile da sopportare, per curare gli spazi pubblici di Paratico e renderli parte di un bel paese di cui possiamo essere orgogliosi».
Parte economica
Il botta e risposta non ha risparmiato la parte economica e in particolare la spesa per piantare e ripiantare le essenze seccate, che secondo Sosteniamo Paratico ammonterebbe a 55.000 euro mentre per il sindaco non si sarebbe andati oltre i 4.930 euro.



