Cronaca

A Pian Camuno la maggioranza perde pezzi: rischio commissariamento

Il Consiglio comunale straordinario è saltato per mancanza del numero legale, dopo l’uscita dei consiglieri di minoranza e di tre ex assessori
Giuliana Mossoni
Il municipio di Pian Camuno - © www.giornaledibrescia.it
Il municipio di Pian Camuno - © www.giornaledibrescia.it

La maggioranza di Pian Camuno perde ancora pezzi e rischia di arrivare al capolinea. Dopo le turbolenze che hanno interessato la vicina Artogne nei mesi scorsi, anche a Pian Camuno si apre una crisi che potrebbe mettere in discussione la tenuta della giunta del sindaco Giorgio Ramazzini. Il segnale è arrivato lunedì, quando il Consiglio comunale straordinario è saltato per mancanza del numero legale, dopo l’uscita dei consiglieri di minoranza e di tre ex assessori. Una situazione maturata nel tempo, con le dimissioni dapprima di Gian Pietro Bianchi, poi di Samuele Bertoli e infine di Erika Bianchi. Tre defezioni che hanno indebolito gli equilibri politici e che ora rischiano di lasciare il sindaco senza i numeri per governare.

A far precipitare la situazione, la seduta convocata per prendere atto delle dimissioni di Bianchi ed esaminare alcune variazioni al bilancio. Il gruppo di opposizione Pian Camuno 4.0 ha contestato il ricorso alla convocazione straordinaria, ritenendo insufficienti i tempi concessi per esaminare i documenti.

«Non siamo consiglieri di serie B – sostengono dalla minoranza –. Il rispetto delle regole è fondamentale. Avevamo già sollevato la questione nella seduta del 30 settembre, chiedendo il rispetto dei cinque giorni per il deposito degli atti”. Di diverso avviso la maggioranza, che rivendica la regolarità della convocazione e delle procedure seguite, sottolineando come la valutazione dell’urgenza competa al sindaco. Intanto il consigliere Marco Marinoni è stato nominato assessore, una sostituzione che non risolve però il problema politico, perché sulla carta, senza nuovi accordi, la maggioranza rischia di trovarsi in inferiorità numerica.

Le prossime ore saranno quindi decisive. Domani è previsto un confronto, per provare a ricucire lo strappo e verificare se esistano le condizioni per proseguire. Diversamente, lo scenario potrebbe essere l’arrivo del commissario.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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