Nessuna resa anticipata per l’Amministrazione comunale di Artogne e, almeno per ora, nessun arrivo del commissario.
Il passaggio è maturato giovedì sera in Consiglio, quando Roberto Arrigoni, Fabio Cantoni e Mario Peluchetti, transfughi da un paio di mesi dalla maggioranza e riuniti in un nuovo gruppo, hanno votato a favore di tutti i punti all’ordine del giorno. Il loro sì ha consentito di approvare le variazioni, l’assestamento e la verifica degli equilibri di bilancio, indispensabili per garantire la prosecuzione dell’attività amministrativa.
La sindaca Barbara Bonicelli può così andare avanti, ma il voto favorevole non cancella le fratture emerse nelle scorse settimane, che sono profonde e, più che una ricomposizione politica, quella andata in scena in aula appare come una tregua per evitare conseguenze immediate sul Comune e sui progetti già finanziati.
Sospiro di sollievo
Soddisfatta, ma amareggiata, Bonicelli: «Io rispondo solo ai cittadini - dice -, non sono divisiva e voglio andare avanti. La variazione di bilancio permette di mettere a terra tutti i progetti che avevamo in campo, è un sospiro di sollievo per il territorio, sarebbe stato drammatico avere soldi e progetti e non concluderli».
»C’è sempre stata massima trasparenza e condivisione, il metodo è sempre stato quello amministrativo, non ci inventiamo nulla, è tutto alla luce del sole. Mi spiace per l’ostruzionismo, ma per il bene del paese andiamo avanti. Il Comune continua a essere aperto e a tutti, come è sempre stato».
Partecipazione
In sala c’erano molti cittadini, tra cui residenti, consorzio e operatori di Montecampione, perché uno dei temi più rilevanti dei prossimi mesi sarà l’attuazione del Patto territoriale.
Ma Bonicelli rassicura sulla volontà di proseguire il lavoro avviato e annuncia che, una volta ottenuto il nulla osta della Provincia, sarà necessario tornare in Consiglio per destinare le risorse.
In coda alla seduta, con una nota, Arrigoni, Cantoni e Peluchetti hanno chiarito che il loro voto non equivale a un’intesa con Bonicelli.
«Il sindaco non ha più i numeri per governare in autonomia - spiegano -, tuttavia abbiamo scelto di garantire la continuità dell’Amministrazione non per stringere un accordo politico, che non esiste, ma per senso di responsabilità verso i cittadini, evitando la paralisi dell’ente. Il voto favorevole sulle delibere finanziarie si accompagna a una netta presa di distanza metodologica dall’operato della Giunta. È un no ai metodi del sindaco - concludono -, ma un sì al paese, alla tutela dei cittadini e allo sviluppo del territorio».



