Petizione di Fdi sulla sicurezza: per la maggioranza va archiviata

Paola Gregorio
La decisione è stata votata in commissione. Il centrodestra: «È una scelta solo politica»
Palazzo Loggia - © www.giornaledibrescia.it
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La decisione di archiviare la petizione promossa da Fratelli d’Italia sulla sicurezza accende gli animi in commissione. Con il centrodestra che accusa la maggioranza di archiviare «solo perché è stata presentata da un partito politico dell’opposizione e quindi esclusivamente per ragioni politiche».

Il presidente della commissione sicurezza Luca Pomarici (Azione, Italia Viva, + Europa) legge la relazione in cui si propone al Consiglio comunale l’archiviazione, poi approvata, nella quale si prende atto «che è stata promossa da Fratelli d’Italia del cui coordinamento fa parte il primo firmatario, tenendo conto che l’uso di petizioni da parte dei partiti potrebbe comportarne lo snaturamento. E che erano state riscontrate irregolarità nelle firme (su 1.371 la Loggia ne ha convalidate 127). La scelta politica è non adottare il taser perché non lo si ritiene adatto alla sicurezza urbana. Per quanto riguarda il potenziamento d’organico, nel 2026 saranno assunti altri dieci agenti e due ufficiali».

Carlo Andreoli

Carlo Andreoli (Fratelli d’Italia) attacca: «È un fatto gravissimo. È uno dei pochi casi in cui il contenuto di una petizione popolare viene cestinato. È la rappresentazione plastica di quello che questa Amministrazione mette in campo sul tema della sicurezza. Noi chiedevamo risposte sui contenuti. Invece non si prende posizione sul taser, e il progetto del vigile di quartiere sta subendo ritardi. Da un nostro accesso agli atti è emerso che solo nel 2025, 19 agenti della polizia locale hanno chiesto la mobilità esterna Nel 2024 c’era stata una sola richiesta. Ci sono problemi interni forse perché si stanno facendo scelte sbagliate. Finalmente con questo Governo si sta portando avanti la riforma della Polizia Locale ferma da quarant’anni».

Paolo Fontana e Mattia Margaroli

Paolo Fontana (Forza Italia) rincara la dose: «È molto grave quello che dite nella relazione. Ovvero che una persona parte di un partito politico non è un libero cittadino che può fare una petizione. Viene posta come pregiudiziale il fatto che l’abbia presentata un partito politico. È molto grave soprattutto detto da chi i consigli di quartiere li ha usati politicamente per far eleggere consiglieri comunali». Pomarici ribatte: «Il motivo dell’archiviazione è nel resto del documento non nelle premesse».

Un taser in dotazione della polizia a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Un taser in dotazione della polizia a Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Mattia Margaroli (Fratelli d’Italia) cita l’articolo 54 dello Statuto del Consiglio. «Dice che i cittadini, singoli o in forma associata, e organizzazioni possono rivolgere istanze o petizioni. Non ci trovo nulla di male che un partito, visto che è paragonabile a un’associazione, presenti una petizione. Questa è una decisione squisitamente politica».

Roberto Omodei

Il capogruppo Pd, Roberto Omodei: «Si fa una valutazione di opportunità. Ovvero che se anche uno spazio di partecipazione non organizzata viene utilizzato da un partito potrebbe costituire una snaturazione dello strumento». Roberto Cammarata chiude: «Questa petizione ha un altissimo tasso politico. Non è la prima volta. Ma in questo caso è frutto di una strategia politica e quindi non ci si può scandalizzare che la risposta sia politica».

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