Da come era iniziato il pomeriggio sembrava che nell’Aula del Consiglio provinciale si stesse discutendo qualcosa di assolutamente top secret. Nessuno ha voluto sgarrare all’ordine «bocche cucite» impartito dal Broletto. E così la sfilata di rappresentanti provinciali e sindaci che poco alla volta hanno lasciato piazza Paolo VI è stata estremamente silenziosa. In quell’Aula si è discusso di Corda Molle, argomento che di top secret ha poco: un po’ perché le ragioni dei primi cittadini sono conosciute e un po’ perché tutte le decisioni prese dalla Provincia sono già di dominio pubblico.
Che l’argomento sia delicato e che quindi non ci si voglia sbilanciare è comprensibile. Lo raccontano le voci del capo di Gabinetto Filippo Spagnoli: «Acqua in bocca»; e del vicepresidente Fabio Rolfi: «Non ero nemmeno all’incontro, ero nel mio ufficio». Davvero? Non dica bugie... «Poi mi cresce il naso», replica citando Benzoni e la provocazione al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Insomma, questo era il clima. Solo per dovere di cronaca.
Il pomeriggio
Ma quindi, cos’è successo ieri in Broletto? I sindaci di 32 Comuni che sono esclusi dall’esenzione del pagamento della Corda Molle hanno incontrato i rappresentanti della Provincia. Nello specifico il presidente Emanuele Moraschini, Rolfi (la bugia era talmente palese che il naso non si è nemmeno allungato), il consigliere con delega alle Strade Paolo Fontana e la dirigente del settore strade Paola Archini.
I sindaci hanno presentato al presidente un documento in cui si chiede che la gratuità del raccordo Ospitaletto-Montichiari rispetti un principio di equità e di tutela dei cittadini che ne usufruiscono. Indipendentemente dal Comune di residenza e soprattutto per tutte le categorie: pendolari, aziende, autotrasportatori, enti del terzo settore e associazioni di volontariato. Questo è l’obiettivo. Difficile, sicuramente. Soprattutto perché più di quel milione e mezzo la Provincia non può mettere sul piatto e allargare la platea di cittadini che non pagano a oggi sembra qualcosa di irrealizzabile.

Il confronto tra sindaci e Provincia è stato comunque disteso e collaborativo. I primi hanno sottolineato che il principio per la gratuità non può essere più quello della vicinanza: serve una verifica effettiva dei flussi (basata sui dati di traffico antecedenti il 1 marzo 2026). La seconda ha precisato il metodo: «La scelta è stata dettata dallo studio dei flussi di traffico, effettuato valutando i movimenti registrati dalle celle telefoniche della zona. I dati hanno così portato a rilevare una maggiore affluenza dai territori nel raggio di due chilometri dal tracciato dell’infrastruttura».
Adesso di tutto questo si occuperà il Tavolo tecnico della Corda Molle. Tavolo a cui da settimana prossima (c’è in programma una convocazione del presidente Moraschini) siederanno anche i rappresentati dei Comuni esclusi dalla gratuità. Saranno tre sindaci scelti, lunedì, tra i 32 che ieri hanno partecipato all’incontro. Questi si vanno ad aggiungere a Filippo Spagnoli di Montirone, Fabrizio Scuri di Cazzago San Martino e Renato Pasinetti di Travagliato, che già facevano parte del confronto.
I primi cittadini fanno pressing e gli altri cittadini restano in attesa di capire quale sarà il futuro della Corda Molle.



