Pedaggio Corda Molle, la Regione ora entra nella partita

La Regione entra in campo, per la prima volta, sul caso Corda Molle. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unaminimità una mozione, in cui sono confluiti tre documenti distinti di Pd, Lega e di Massimo Vizzardi del Gruppo misto, che impegna la Giunta Fontana a interloquire con il Ministero delle Infrastrutture e a farsi parte attiva con Autovia Padana per arrivare alla gratuità strutturale e non temporanea, per residenti dei Comuni attraversati o con un impatto del raccordo. Superando sostanzialmente la convenzione siglata tra Provincia e concessionaria – ora rinviata: il Broletto ha preso tempo per firmarla – che avrebbe dovuto garantire la gratuità per un anno, ora ridotta a due mesi, per chi vive nei Municipi attraversati o nel raggio di due chilometri. E questo grazie a un contributo della Provincia di 1,5 milioni e altrettanti messi da Autovia Padana.
I Dem
«Abbiamo voluto portare il tema in Regione benché spesso finora l’istituzione si fosse sfilata dalla discussione, dicendo che non era suo compito intervenire – premette Miriam Cominelli, consigliera regionale Pd –. Ma lo aveva fatto, ad esempio, per il pedaggio di due tratti della Pedemontana. Con l’entrata in vigore del pedaggio sulla Corda Molle è raddoppiato il traffico sulle strade secondarie».
La prima novità in una vicenda diventata sempre più intricata con il passare del tempo, entra nel merito Emilio Del Bono, vicepresidente democratico dell’assise del Pirellone, è «che il Consiglio regionale ha chiamato in causa all’unanimità la Giunta regionale per l’interlocuzione con il Ministero e Autovia Padana con l’obiettivo arrivare ad una gratuità strutturale. La seconda è il metodo: la Giunta si impegna a farlo coinvolgendo non solo Provincia e Comuni, ma anche associazioni di categoria degli autotrasportatori fino ad ora escluse dalla discussione, per una revisione della convenzione in corso di formalizzazione».
Nodo politico
Le tre mozioni sono state unificate nelle richieste di impegno, ma sono rimaste distinte le premesse di quelle di Pd e Lega. Ed è qui che sta il nodo politico. «La Lega nelle premesse boccia sostanzialmente l’accordo fatto in Provincia da una maggioranza del suo stesso colore politico – spiega Del Bono – definendolo limitato nel tempo, non pienamente giustificato e che rischia di creare disparità di trattamento. È una rotta di collisione totale. Bisogna rivedere i criteri adottati. C’è ancora uno spazio per la trattativa. E per archiviare le soluzioni pasticciate adottate finora».
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