Paura legionella a scuola a Ciliverghe, ma «sono normali controlli»

Nadia Lonati
Apprensione tra i genitori per le circolari e i rubinetti chiusi per precauzione, ma il sindaco rassicura: «Non c'è nessuna emergenza»
La scuola primaria Bianchini a Ciliverghe di Mazzano - © www.giornaledibrescia.it
La scuola primaria Bianchini a Ciliverghe di Mazzano - © www.giornaledibrescia.it
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Circolari che informano di operazioni in corso sulle scuole, di prevenzione del rischio legionella, voci che si rincorrono e apprensione che cresce. C’è un po’ di preoccupazione, in questi giorni, a Ciliverghe di Mazzano, dopo che le famiglie sono state informate di interventi su scuola dell’infanzia e primaria per la prevenzione del rischio legionella e sulla conseguente chiusura dei rubinetti per dar seguito agli stessi.

Le rassicurazioni

Non si tratterebbe però di situazioni straordinarie, ma di normali controlli: «Capisco l’apprensione, più che comprensibile, ma posso assicurare che non c’è nessuna emergenza – garantisce il sindaco Ferdinando Facchin – si tratta di controlli ordinari e di approfondimenti conseguenti agli stessi. Il nostro Comune, infatti, ha recepito il protocollo Ats che, di routine, prevede che ogni sei mesi siano fatte verifiche su tutti gli edifici comunali. E quelli eseguiti a Ciliverghe rientrano in questi».

I controlli, sempre secondo quanto riferito dal primo cittadino, sono stati condotti a dicembre; per tutti gli edifici pubblici sul territorio hanno avuto esiti negativi tranne che per le due realtà di Ciliverghe: «Il 20 – conferma il sindaco – sono arrivati i risultati e, come già era successo in passato per altri edifici, sono emerse due evidenze, ovvero valori appena sopra i limiti previsti per due rubinetti dell’infanzia di Ciliverghe, e qualcosa di analogo per la primaria».

La decisione

Il protocollo prevede che si attivino le procedure per rientrare nei limiti. Più nel dettaglio, vengono eseguiti dei flussaggi, si aprono cioè rubinetti e si fa scorrere l’acqua per almeno 5 minuti, fredda e poi calda, e percorsi di shock termico. In questo caso si innalza la temperatura dell’acqua per abbattere la carica batterica e la si fa poi defluire completamente dai punti di erogazione. In casi più complessi, si passa allo shock chimico.

«Nelle due scuole, una delle quali ha un sistema anti-legionella nell’impianto idrico, dopo aver avvisato la direzione che ha inibito l’utilizzo dei rubinetti, è stato eseguito lo shock termico, si attende il report». Tutto è stato messo in atto secondo le pratiche di routine, non su richiesta di Ats, che pure può eseguire campionature durante l’anno e che, ad oggi, non ha trasmesso alcun avviso o comunicazione al sindaco.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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