Cronaca

L’ultrà picchiato dalla Polizia: «Nessuna condanna, provo sempre più rabbia»

Paolo Scaroni rimase in coma un mese dopo un pestaggio da parte dei poliziotti a Verona: «Serve il codice identificativo, ma lo Stato non ci sente. La mia storia non ha insegnato niente: sbagliano tutti, pure gli ultras»
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Paolo Scaroni con Giorgia Meloni nel 2010 - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Paolo Scaroni con Giorgia Meloni nel 2010 - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Era il ventiquattro settembre 2005, esattamente ventuno anni fa. Quel giorno iniziò il calvario di Paolo Scaroni, l’ultrà del Brescia che, a causa delle percosse ricevute in uno scontro con la Polizia nella stazione di Verona Porta Nuova, rimase in coma per un mese, riportando conseguenze permanenti che gli valsero il riconoscimento di un’invalidità civile del cento percento: «Quell’episodio – racconta – ha letteralmente stravolto la mia vita, sotto l’aspetto emotivo, economico e degli affetti».

All’epoca era un giovane allevatore di Castenedolo, oggi la sua vita è consacrata a una battaglia che conduce al fianco di Amnesty International: l’obbligo di esporre un codice identificativo sui caschi degli agenti. In sede penale le sentenze certificarono le colpe dei poliziotti, ma assolsero tutti gli imputati per l’impossibilità di provarne in maniera incontrovertibile le responsabilità personali. Sul piano civile, invece, Scaroni si è visto riconoscere un risarcimento di 1,4 milioni di euro dal Ministero dell’Interno.

Scaroni, a distanza di oltre vent’anni si prova ancora la stessa rabbia?

«Continua ad aumentare. Non ho ancora metabolizzato la sconfitta nel processo penale. Non riesco a credere che nessun giudice abbia ritenuto credibile quanto ricostruito da chi ha indagato».

Il fatto che in tutti i processi sia stato dimostrato che quel pestaggio fosse effettivamente avvenuto rende tutto ancora più beffardo?

«Di più: è una presa in giro. A chi ha condotto le indagini ho chiesto perché fossero imputati proprio quegli agenti. Sono arrivato a sospettare che fossero stati scelti a caso. Mi risposero che se quelle persone erano state rinviate a giudizio un motivo c’era».

La sua battaglia per il codice identificativo va avanti.

«Assolutamente. Periodicamente organizzo degli incontri con Amnesty International in giro per l’Italia, principalmente nelle loro sezioni».

In primo piano, Paolo Scaroni - © www.giornaledibrescia.it
In primo piano, Paolo Scaroni - © www.giornaledibrescia.it

Continua ad avere fiducia?

«Relativamente. Uno Stato intelligente avrebbe già imposto l’obbligo. Riponevo grandi speranze in Ilaria Cucchi, ma nemmeno lei è riuscita a smuovere granché».

Perché a livello politico si incontrano così tante resistenze?

«Perché lo Stato protegge la Polizia. Il problema è grave perché qui non si parla più di mele marce: è marcio tutto l’albero. La mia storia non ha insegnato nulla: sono avvenuti altri episodi simili al mio, sia fuori dagli stadi che nelle piazze, e non si è fatto niente per migliorare le cose. Né da una parte né dall’altra».

Riconosce delle responsabilità anche al mondo ultras?

«Non ne faccio più parte, la mia opinione potrebbe infastidire qualcuno, ma sono convinto che sbaglino tutti. E che tutti debbano fare un passo indietro».

Cosa direbbe agli agenti che l’hanno colpita, se li avesse di fronte?

«Non so se troverei le parole giuste per descrivere quello che provo oggi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Il nuovo volto della chirurgia estetica: «Filler» in edicola con il GdBIl nuovo volto della chirurgia estetica: «Filler» in edicola con il GdB

Un’inchiesta sulla diffusione dei ritocchi estetici e sui cambiamenti nel rapporto con il corpo, l’identità e l’idea di bellezza.

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ