Cronaca

A Ponte Caffaro il vigneto produce anche energia

Il giovane agricoltore Alberto Donati ha inaugurato l’impianto da cui si attendono 70 quintali di uva all’anno e 650mila kilowattora. Il progetto nato negli anni dell’università
Ubaldo Vallini
Taglio del nastro per il nuovo impianto - © www.giornaledibrescia.it
Taglio del nastro per il nuovo impianto - © www.giornaledibrescia.it

Un vigneto che produce uva, ma anche energia elettrica. Succede a Ponte Caffaro, dove sabato scorso Alberto Donati, giovane agricoltore di Darzo, ha inaugurato un impianto agrivoltaico che mette insieme filari e pannelli solari. Un progetto nato sui banchi dell'università e diventato realtà anche grazie ai fondi del Pnrr.

I numeri

I numeri sono di quelli che fanno impressione: 3.300 viti di Solaris, 912 moduli fotovoltaici, 560 kilowatt di potenza installata. A regime si attendono circa 70 quintali d'uva all’anno e 650mila kilowattora di elettricità, quanto basta, indicativamente, per il fabbisogno di 250 famiglie. La novità, però, non sta soltanto nei numeri. Sta nell'idea di non dover scegliere fra agricoltura ed energia. I pannelli sono collocati sopra il vigneto, con una disposizione studiata per lasciare alle piante la luce necessaria e consentire il passaggio dei mezzi agricoli. L’ombra, almeno questa è l'ipotesi da verificare, potrebbe perfino aiutare le viti a sopportare le estati sempre più calde. Alberto non si è limitato a immaginare l'impianto. Lo ha studiato nelle sue due tesi in Scienze e tecnologie agrarie: quella triennale, discussa nel 2024, dedicata alla struttura e all’equilibrio fra ombreggiamento e resa energetica; quella magistrale, discussa a settembre all’Università di Padova, sulle possibilità di utilizzare l'elettricità per ricaricare macchine agricole.

Alberto Donati
Alberto Donati

Come funzionerà

Adesso arriva la prova del campo. Due stazioni rileveranno le condizioni sotto i pannelli e all’esterno, mentre alcuni filari scoperti permetteranno il confronto. Alla sperimentazione collaborerà anche la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Per capire davvero come rispondono le viti serviranno più vendemmie. Non manca l’attenzione all’acqua: quella piovana raccolta dai moduli verrà recuperata per irrigare il vigneto. E, se tutto andrà secondo le aspettative, dai grappoli di Solaris potrebbe nascere anche un vino legato a questo territorio. Per l’azienda agricola Donati, che già coltiva grano, patate e castagne, è una nuova strada. A presentarla, insieme ad Alberto, c’era il padre Davide, ringraziato dal figlio per aver condiviso il percorso. «Abbiamo studiato per progettare questo impianto, adesso continueremo a studiare per comprenderne i risultati», ha detto Alberto. Ora, infatti, la sfida è dimostrare che, sullo stesso terreno, possono crescere agricoltura e innovazione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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