Ossa umane da uno scavo: ipotesi sepoltura per la peste del Seicento
La prima ricognizione effettuata nel terreno di Adro dove ieri sono emerse, nel corso di uno scavo, delle ossa umane avrebbe dato l'esito di una sepoltura risalente ad alcuni secoli fa.
Dalle prime informazioni sembra che i resti umani fossero raccolti all'interno di un sacello costituito da tavole di cotto assemblate con una malta presumibilmente cementizia. Un fattore questo che farebbe risalire il manufatto ad alcuni secoli fa. Non è da escludere che la sepoltura possa essere stata realizzata a seguito delle morti della peste del 1600.
Le analisi
Per questo motivo, oltre ai Vigili del fuoco che hanno eseguito i rilievi della zona a disposizione della Sis dei Carabinieri, si stanno eseguendo una serie di verifiche tecniche ed analisi realizzate anche con un'attenta documentazione fotografica. Il rinvenimento delle ossa è legato a uno scavo che nel tracciare una trincea attorno a una proprietà recintata ha intercettato la sepoltura e ne ha svelato il contenuto.
Resti umani recuperati dai carabinieri del Sis che già nel tardo pomeriggio di ieri avevano definiti i resti molto antichi.
Saranno ora le analisi in corso in queste ore da parte dei tecnici dell'Arma dei Carabinieri e dei vigili del fuoco a dare ulteriori e nuove risposte a quello che è per molti rappresenta un giallo, anche se in realtà dovrebbe trattarsi della testimonianza delle vestigia di un tempo. Un fattore che potrebbe riscrivere la storia di questa porzione di territorio di Adro, indicando la possibile presenza di una necropoli.
Tempo addietro nei pressi dell'area era stata individuata anche la presenza di una villa romana. Ora a tutti gli interrogativi potrebbe dare una risposta all'analisi in corso da parte dei tecnici della sezione investigativa scientifica.
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