Cronaca

Orzivecchi, alla Pieve di Bigolio i crisantemi lasciano a bocca aperta

I volontari hanno chiesto i fiori del cimitero: niente macero, con le cure estive fanno esplodere il santuario di colori
Emmanuele Andrico
La Pieve di Bigolio trae il nome dalla divinità pagana Bolgolio - © www.giornaledibrescia.it
La Pieve di Bigolio trae il nome dalla divinità pagana Bolgolio - © www.giornaledibrescia.it

Grazie ai volontari che si prendono quotidianamente cura della Pieve di Bigolio, a Orzivecchi, intorno all’edificio sacro è stato possibile realizzare un ambiente fiorito di grande impatto. I volontari, due anni or sono, hanno avuto l’idea di contattare i gestori del cimitero locale affinché i vasi di crisantemi portati sulle tombe durante il periodo dedicato ai defunti, tra ottobre e novembre, ormai sfioriti ed inutilizzabili, anziché finire al macero venissero consegnati a loro per creare un viale fiorito al santuario della Pieve.

Si è così provveduto a realizzare un impianto di irrigazione, perché il crisantemo d’estate ha bisogno di molta acqua e di cure costanti. A fine ottobre arriva la magia: crisantemi coloratissimi e bellissimi iniziano a sbocciare creando una splendida atmosfera. I visitatori della Pieve e i passanti restano davvero a bocca aperta nel vedere come da fiori destinati al macero sia nato un bellissimo giardino colorato.

Le parole

Come ha spiegato Giuseppe Busetti, presidente dell’Associazione Amici della Disciplina di Orzivecchi, «nello spazio verde che circonda il Santuario della Madonna della Pieve è stato creato anche Il Bosco di Simone, iniziativa realizzata in collaborazione con la Fondazione Castello di Padernello in ricordo di Simone Mazzata, giornalista e naturalista di fama, prematuramente scomparso. Il bosco, curato dai volontari della Pieve, ha ospitato la piantumazione di oltre cento nuovi alberi, con lo scopo di creare un polmone verde in un territorio martoriato dall’urbanizzazione come quello della Bassa bresciana».

Fiori alla Pieve di Bigolio - © www.giornaledibrescia.it
Fiori alla Pieve di Bigolio - © www.giornaledibrescia.it

Inoltre, con la semina di essenze mellifere (facelia, lavanda, erba medica, zinie, borragine) e il contributo delle essenze erbivore spontanee e del bosco ricco di acace, si è creato un ambiente favorevole alle api che, posizionate in cinque arnie gestite dall’apicoltura Bertoni Andrea, producono un ottimo miele millefiori, disponibile a richiesta al santuario.

«L’antica Pieve di Bigolio, che trae il nome dalla divinità pagana Bolgolio - ora Santuario Madonna della Pieve di Orzivecchi - ha da poco dato il nome all’Unità pastorale 39, tra le comunità parrocchiali di Orzivecchi, Ludriano e Roccafranca. In questo luogo, che per secoli ha segnato la fede del territorio circostante, è nata una realtà che, con la protezione della Madonna, ha il compito di dare nuovo impulso alla fede delle nostre comunità. Nel periodo natalizio il gruppo amici della Pieve organizzerà una mostra di presepi artigianali», ha concluso Busetti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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