Orti sociali a Bovezzo: la terra unirà le generazioni

Barbara Fenotti
Saranno spazio per coltivare, incontrarsi, condividere e includere. Al via le domande per il bando, i contratti hanno durata di quattro anni rinnovabili
Gli orti comunali di Bovezzo - © www.giornaledibrescia.it
Gli orti comunali di Bovezzo - © www.giornaledibrescia.it
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Gli orti comunali di Bovezzo cambiano pelle e diventano orti sociali, spazi verdi pensati non più solo per coltivare frutta e verdura in famiglia, bensì anche per favorire incontro, condivisione e inclusione. La trasformazione riguarda regole e finalità definite dall’Amministrazione comunale nel nuovo bando: chi li coltiva deve mantenere l’orto ordinato, rispettare le aree comuni, adottare pratiche di coltivazione sostenibili senza pesticidi chimici o concimi non organici e partecipare attivamente a progetti che coinvolgono la comunità e le scuole.

Laboratori di socialità

L’idea è rendere questi spazi laboratori di socialità dove gli ortolani, che in genere sono anziani, possono scambiare esperienze, trasmettere competenze e passioni e avvicinare bambini e ragazzi alla conoscenza della natura, dei cicli stagionali e delle pratiche agricole sostenibili. Gli assegnatari eleggeranno un Comitato di gestione composto dall’assessore all’Ambiente, o da un suo delegato, da un funzionario dell’ufficio tecnico e da rappresentanti eletti dagli «ortisti», con compiti di coordinamento delle attività comuni, promozione della collaborazione e collegamento con il Comune.

I contratti hanno durata di quattro anni rinnovabili e al bando possono partecipare i cittadini di Bovezzo. La graduatoria terrà conto della situazione sociale ed economica, dell’età, della mancanza di aree verdi private e del numero di componenti del nucleo familiare. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle 12 del 13 aprile. Chi è già concessionario continuerà con il contratto in essere fino alla naturale scadenza, entrando nei nuovi criteri solo successivamente.

Le istituzioni

«Gli orti comunali sono un patrimonio che il Comune condivide con i cittadini – spiega la sindaca Sara Ghidoni –. La trasformazione in orti sociali vuole stimolare la partecipazione attiva, la socializzazione e la trasmissione tra generazioni della passione per la coltivazione di frutta e ortaggi, per tramandare l’amore per la terra e i suoi sani prodotti». I cittadini che decideranno di partecipare troveranno spazi già pronti, consigli pratici e un contesto dove ognuno può portare il proprio contributo, dalla cura delle coltivazioni alla partecipazione a iniziative o laboratori didattici.

In questo modo gli orti comunali diventano, oltre che appezzamenti di terra, anche occasioni di crescita personale, di scambio intergenerazionale e di rafforzamento della comunità, unendo l’utile al sociale, la produzione di alimenti sani alla costruzione di relazioni. «Poter coltivare la terra, raccogliere i prodotti e condividerli in famiglia è una grande soddisfazione – osserva il volontario comunale referente Severo Battezzi –. Serve impegno e dedizione, ma i risultati ripagano sempre lo sforzo».

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