Orsi nel Bresciano, la Polizia provinciale: «Non sono aggressivi»

Un orso è stato ripreso da una fototrappola a Sonico, in Valcamonica. Lo conferma la Polizia provinciale. Negli ultimi mesi gli avvistamenti sulle Alpi sono stati frequenti e il fenomeno riguarda anche la Provincia di Brescia.
«La popolazione di orsi delle Alpi italiane è in crescita, alla fine degli anni Novanta si erano praticamente estinti ed erano rimasti solo tre vecchi individui. La popolazione è stata dunque oggetto di un programma di reintroduzione con l’immissione di dieci orsi. Da allora sono costantemente cresciuti e attualmente si stima che sulle Alpi ci siano circa 130 plantigradi», aveva precisato circa un mese fa, contattato da noi, Piero Genovesi, responsabile del servizio coordinamento fauna selvatica di Ispra.
Nessun pericolo
«A seguito della diffusione di notizie attraverso chat e social su situazioni di pericolo per la presenza di orsi particolarmente aggressivi sul territorio bresciano, la Polizia provinciale, dopo le dovute verifiche, interviene per rassicurare la popolazione e per smentire in modo categorico la veridicità di quanto riportato», così il Broletto dopo che nei giorni scorsi è circolata la notizia di alcune «scorribande» di orsi nei boschi di Valvestino.
«Nelle chat si parla anche di richiesta formale avanzata alla Polizia Provinciale da una non meglio precisata “comunità venatoria” per la sospensione della caccia, per la sicurezza dei cacciatori. Nulla di tutto ciò corrisponde alla realtà», spiega la Provincia.
Che poi conferma: «La Polizia Provinciale non ha avuto alcun riscontro, rispetto a quanto riportato nella denuncia via social, né ha mai ricevuto istanze dalle associazioni venatorie. I dati registrati fino ad oggi dalla Polizia Provinciale di Brescia, dalle fine di aprile – inizio della stagione degli orsi – contano 61 segnalazioni in tutto il territorio bresciano, in linea con quelle degli anni precedenti. Si tratta di 6 incontri diretti (a una distanza tra i 10 e i 20 metri) e di alcuni atti predatori: tre ai danni di pollai, altrettanti ai danni di asini, uno ai danni di un allevamento di pecore e un altro ai danni di un apiario. Nelle segnalazioni sono anche compresi i passaggi registrati dalle fototrappole e le rilevazioni di tracce e impronte su neve e fango».
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