La parola d’ordine è «offerta libera». Vale per le cene in programma ogni giovedì con partite di burraco a seguire, ma anche per l’utilizzo delle stanze per feste e compleanni oppure per l’aperitivo dopo la messa della domenica. E così è stato anche per il rifacimento del campo da volley, dall’asfalto al sintetico.
Così l’oratorio di un quartiere con un target sicuramente non giovane – nonostante la presenza di una scuola elementare e delle medie – fa il pieno di presenze. Siamo al Villaggio Prealpino, oratorio Santa Giulia, diventato negli ultimi tempi il centro del mondo di questa comunità grazie alle intuizioni del parroco, don Umberto Tagliaferri. Comasco, 52 anni, piglio imprenditoriale sotto l’abito talare.
Ha ristrutturato l’asilo collegato alla parrocchia, rifatto l’area grigliate all’aperto grazie all’impegno di alcuni residenti e ha un progetto già in cantiere per realizzare appartamenti per studenti universitari. Poi la tombola del sabato con il baratto in stile televisivo tra il premio a sorpresa e i pacchi alimentari formato famiglia con pasta, passata, dolci e gelati. E ovviamente cancelli dell’oratorio e portone della chiesa sempre aperti.

Partecipazione
In un epoca in cui alcuni oratori finiscono addirittura in vendita – citofonare a quello di San Giovanni in città – il parroco del Prealpino sta vincendo la sfida della partecipazione. Con giovani e adulti. Lo dicono i numeri: alle tre settimane di grest appena concluse hanno partecipato 320 bambini e adolescenti con 80 animatori. Il costo? Dai 130 – per chi frequenta il catechismo – ai 180 euro.
Non a settimana ma per l’intero periodo e soprattutto a famiglia e non a bambino, quindi costo fisso con uno, due o tre figli. Pasti inclusi. Stessa formula durante l’anno per il doposcuola. «Il secondo figlio per la Chiesa deve essere visto come un bene comune e non un problema economico da far pesare alle famiglie. E non possiamo attuare la politica dei bonus, ma dobbiamo ringraziare e valorizzare le famiglie con più figli» racconta don Umberto al telefono dalla Liguria dove è in vacanza con i ragazzi delle Medie che frequentano l’oratorio.
Al Prealpino il grest andrà avanti fino all’inizio della scuola. «Un giovane che per due o tre mesi non frequenta un ambiente quando ci torna si sente perso o magari non ci torna nemmeno più. Quindi – spiega il parroco di Santa Giulia in città – l’estate va avanti e le attività non si fermano».
Il campo da volley

L’ultimo progetto è di questi giorni, reso pubblico via whatsapp. «Abbiamo pensato di rifare il campo da pallavolo in erba sintetica. Per fare fronte al costo (12mila euro) chiediamo a 100 famiglie di impegnarsi a versare 10 euro al mese per 12 mesi oppure come si preferisce» il messaggio fatto circolare. In 24 ore soldi raccolti, lavori già iniziati e tra pochi giorni il campo da pallavolo potrà essere utilizzato.
La fiducia da parte del sacerdote nei giovani è massima. Lo dimostra il fatto per esempio che la gestione del bar dell’oratorio è affidata proprio ai ragazzi. Dalla cassa agli ordini. «Il responsabile del grest per esempio ha 16 anni. Abbiamo abbattuto la differenza tra maggiorenni e minorenni. Bisogna responsabilizzare i ragazzi altrimenti si sentiranno sempre bambini. E questo nuovo concetto di età ha fatto esplodere la partecipazione. Oggi – spiega don Umberto Tagliaferri i nostri ragazzi e i nostri bambini frequentano tutto il giorno l’oratorio perché si sentono a casa».




