Cronaca

Oratorio di Roncadelle, nel ricordo di Rinaldo Piceni donati 26mila euro

La famiglia dello storico volontario organizza ogni estate un torneo di calcio
I volontari del memorial Rinaldo Piceni a Roncadelle
I volontari del memorial Rinaldo Piceni a Roncadelle

Ogni volta riceveva la stessa risposta: è meglio non spendere. Non che lui chiedesse chissà quali meraviglie, una volta un microfono nuovo, un’altra dei cavi, un’altra ancora qualcosa per la sala regia del suo amato cinema. Ma la mitologicia parsimonia di don Osvaldo Resconi era un muro impossibile da abbattere. Peggio sarebbe andata se a batter cassa fosse passato dal parroco don Amilcare Gatelli, al cui confronto il curato era un brillantone. Ma lui Rinaldo tutto questo lo sapeva benissimo, e allora chiedeva cento nella speranza di portare a casa dieci, quando andava bene. Perché lui a quell’oratorio, e alle sue attività, ci teneva davvero, e in ogni occasione voleva fare bella figura, voleva che tutto fosse al meglio.

Fare memoria

Rinaldo Piceni, scomparso nell'ottobre 2021
Rinaldo Piceni, scomparso nell'ottobre 2021

E oggi da lassù chissà quanto è orgoglioso dei suoi adorati Amelia e Marco che tengono viva la sua memoria (anche) con un memorial di calcio estivo che ogni anno dona tutto il ricavato (appunto) all’oratorio di Roncadelle: in quattro edizioni la beneficenza ha già raggiunto la significativa cifra di 26mila euro.

Generosità

Rinaldo Piceni ci ha lasciato il 31 ottobre 2021, solo il giorno prima aveva compiuto 69 anni. Rinaldo era un volontario generoso senza tanti fronzoli. Instancabile si appassionava ai vari progetti con un entusiasmo trascinatore.

Chiudendo gli occhi sembra di tornare a quella sera dicembrina di una vita fa, il bar dell’oratorio in fase di chiusura, ci si attardava come da tradizione davanti a una spuma, un amaro o un Campari con il bianco. Con don Resconi, e con colui che venne poi designato alla conduzione dell’evento, si decise che anche Roncadelle come Sanremo meritava il suo Festival della canzone, nacque così quella Roncola d’Oro oggi straordinariamente ripartita grazie alla passione contagiosa di chi ne ha pienamente colto lo spirito.

"I leoncini di Nicolini" vincitori dell'edizione 2026
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Sempre impegnato

In quelle prime pionieristiche edizioni Rinaldo si fece carico di tutta la parte tecnico/organizzativo, e fa quasi tenerezza pensare a quelle orrende basi musicali che a gran fatica riusciva a recuperare; il digitale era ancora un’orizzonte lontano, e quelle basi erano tutte su cassetta, che poi veniva prestata al cantante per allenarsi a casa. Altri tempi. Ma ovviamente per Rinaldo non c’era solo la Roncola. C’era il turno al bar (una settimana al mese) che gestiva con Amelia e il supporto di un allora piccolo Marco. C’era il cinema, e a quei tempi Rinaldo tagliava fisicamente la pellicola prima di montarla sul proiettore. Prima c’era stata la Casa del giovane, con quei campi da bocce da tenere sempre in straordinario ordine. Senza contare le ore e la fatica. Nel 2000, sempre con Amelia, aveva preso in gestione l’edicola di via Roma, attività ancora della famiglia.

Bandiera gialla

Per non farsi mancare nulla, Rinaldo suonava anche la batteria in un gruppo cui era stata appaltata la sigla del Sanremo roncadellese; era sempre Bandiera gialla. L’hanno usata anche quest’anno alla Roncola. Non c’era Rinaldo a battere quei tre colpi di bacchette per dare il via. Ma nella mente di tutti quelli che gli hanno voluto bene è stato come se lui fosse ancora su quel palco.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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