Omicidio di via Milano: «Ranjit Singh ucciso con brutale violenza»

Al via il processo a otto cittadini indiani accusati di aver tolto la vita al 51enne alla vigilia di Natale del 2023: in aula due testimoni e la compagna della vittima
Il parcheggio in via Milano dove è stato ritrovato il corpo - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Il parcheggio in via Milano dove è stato ritrovato il corpo - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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«Sono arrivati nel parcheggio con una vecchia Golf. Avevano un copricapo in testa. Una bandana sul naso e sulla bocca. Per il colore della pelle ho pensato che fossero indiani. Sono scesi dall’auto e l’hanno accerchiato. Avevano bastoni, coltelli, qualcosa che assomigliava ad un piede di porco. Lo hanno circondato e massacrato». A portare subito nel vivo il processo a carico degli otto imputati di origine indiana, accusati a vario titolo dell’omicidio di Ranjit Singh, il 51enne trovato senza vita in un parcheggio di via Milano la sera della vigilia di Natale di due anni fa, sono i testimoni che a quella brutale aggressione hanno assistito impotenti e dalla quale, terrorizzati dalla brutalità del commando entrato in azione quella sera, hanno cercato di allontanarsi a tutta velocità.

Due anni dopo

A loro il sostituto procuratore Carlotta Bernardini e i carabinieri del Nucleo investigativo dell’Arma arrivarono nei giorni successivi grazie alle telecamere di videosorveglianza che avevano inquadrato le targhe delle loro automobili. A distanza di poco meno di due anni da quella Vigilia di sangue sono tornati a rivivere per la Corte d’assise quella lezione esemplare voluta, stando alla ricostruzione degli inquirenti, da Sanjeev Kumar, ex datore di lavoro della vittima di origine indiane residente a Bagnolo Mella, e portata alle estreme conseguenze dal commando di connazionali alle sue dipendenze formato da Suraj Sharma, Arshdeeo Singh, Ashwinder Singh, Rahul Kumar, Hamaad Manzoor e Rohan Kumar.

Carabinieri sul luogo dell'agguato mortale - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Carabinieri sul luogo dell'agguato mortale - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Seppur con qualche incongruenza rispetto alle testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti, in particolare sul numero di persone scese dall’auto quella sera e sui partecipanti al pestaggio mortale, sul colore e sul tipo degli indumenti indossati, la donna e il giovane che si sono ritrovati loro malgrado al centro della scena hanno reso l’idea della violenza riservata a Ranijt Singh reo, per l’accusa, di aver appiccato le fiamme ad un’auto e ad un furgone di Kumar.

La compagna della vittima

In aula anche la compagna del 51enne. La donna ha riferito di averlo visto uscire armato di coltello da cucina quella sera, ma anche che questi l’aveva tranquillizzata dicendole che lo andava a buttare. La donna ha detto inoltre che non era a conoscenza di alcun tipo di screzio di natura lavorativa tra Ranjit e il presunto mandante del suo omicidio.

Dopo l’udienza di ieri, alla quale hanno assistito anche gli otto imputati che si trovano in carcere dal marzo del 2024, il processo è stato aggiornato al 13 ottobre. In quell’occasione saranno sentiti i medici legali che hanno analizzato il cadavere, contato 43 lesioni e descritto lo sfacelo nel quale era stato ridotto il corpo della vittima. Sarà un dibattimento lungo. In tutto saranno infatti un’ottantina le persone chiamate davanti alla Corte d’assise presieduta da Cristina Amalia Ardenghi.

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