Tutto inizia la sera dell’8 ottobre 2015. Esattamente 10 anni fa. Mario Bozzoli è nella fonderia di Marcheno di cui è titolare con il fratello, chiama la moglie al telefono, le dice che sta per andare a cambiarsi e poi la raggiungerà a casa per andare insieme al ristorante. Non ci arriva mai. E la stessa notte, davanti ai carabinieri, la donna fa mettere a verbale di temere per la vita del marito e che, in azienda, c’erano forti tensioni con i figli di suo fratello.
Le prime ore
Nelle prime ore si lavora però su una disgrazia. L’azienda non viene fermata e le squadre della Protezione civile battono palmo a palmo i boschi, i sommozzatori entrano nel fiume Mella. Di Mario Bozzoli nessuna traccia. Le prime indagini all’interno del capannone di via Gitti rivelano però alcune anomalie. Tra la telefonata a casa e la scomparsa dell’imprenditore c’è stata una fumata anomala dal forno più grande, le telecamere, che di solito inquadrano l’ingresso dello spogliatoio, sono state spostate, e del telefono di Mario non c’è più traccia.




