Kumar Sanjeev ha ammesso di aver aiutato a fuggire il suo dipendente che aveva ucciso il connazionale, e anche lui ex dipendente, Ranjit Singh la sera della vigilia dello scorso Natale in via Milano. Ha però negato di essere stato il mandante del delitto.
Assistito dagli avvocati Gianbattista Scalvi e Paolo Inverardi, il 48enne imprenditore edile indiano ha «chiarito la sua posizione, risposto alle contestazioni della Procura e spiegato perché non aveva nessun interesse a far uccidere una persona che aveva lavorato per lui».



