Occupano una casa per spacciare: si fanno servire dall’inquilina disabile

La Polizia Locale di Brescia ha scoperto la situazione durante la perquisizione dell’appartamento che era la loro base
Droga, denaro e telefoni sequestrato
Droga, denaro e telefoni sequestrato
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L’assegnataria dell’alloggio era diventata la loro serva. Doveva pulire la casa, cucinare per loro e non poteva entrare nelle stanze in cui loro si erano stabiliti. È stato seguendo a ritroso la strada delle dosi spacciate che gli agenti della Squadra Operativa della Polizia locale di Brescia hanno scoperto, oltre ad un fiorente giro di spaccio, anche la situazione in cui si trovava a vivere una donna fragile in via Marchetti.

L’indagine

Tutto è partito da un’indagine che ha certificato, un’altra volta, il pericoloso ritorno dell’eroina in città e una coppia di soggetti, tunisini sui 30 anni, che lavoravano in coppia e che, secondo chi ha indagato, erano in grado di mettere sul mercato fino a 100 grammi di sostanza ogni settimana.

Il loro modello commerciale era semplice e per un certo periodo gli ha garantito il successo nello spaccio nella zona di via Milano.

Uno prendeva gli ordini al telefono. L’altro stava in strada a poca distanza e consegnava le dosi ai tossicodipendenti oppure quantità più significative a pusher che poi le avrebbero ulteriormente tagliate e smerciate.

I loro movimenti tra via Marchetti, viale Italia e via Milano però non sono passati inosservati e, anche grazie all’analisi delle tante immagini delle telecamere che coprono la zona, gli agenti della Locale sono riusciti ad individuare uno dei due soggetti. Per nascondere le buste da consegnare ai clienti uno dei due indossava un gesso al braccio. Seguendolo gli agenti sono arrivati all’appartamento dal quale il complice gli forniva le sostanze, principalmente eroina ma anche cocaina, e quando hanno fatto irruzione per la perquisizione (che ha portato a trovare circa 120 grammi di sostanza stupefacente e contanti) hanno scoperto un altro, preoccupante, aspetto della vicenda.

L’appartamento

I due avevano individuato la donna fragile e, promettendole di pagare un affitto, si sono introdotti nell’appartamento di cui è assegnataria. Da quel momento sono diventati padroni di casa, pretendendo di essere serviti e costringendo la donna nei pochi metri quadri che le avevano lasciato, impedendole, chiudendo le porte, di accedere alle stanze in cui avevano installato il loro call center dello spaccio. Per entrambi è stata disposta la custodia in carcere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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