Niardo, il rogo doloso accende l’allarme sugli incendi in Valcamonica

Giuliana Mossoni
Le fiamme causate dal gesto «intimidatorio» contro un escavatore del Consorzio forestale Pizzo Badile, hanno riacceso l’attenzione anche su altri episodi da Montecampione a Berzo Demo
L'escavatore dato alle fiamme a Niardo - © www.giornaledibrescia.it
L'escavatore dato alle fiamme a Niardo - © www.giornaledibrescia.it
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Un incendio doloso, partito da un mezzo del consorzio forestale dato alle fiamme la scorsa notte, riaccende l’allarme incendi in Vallecamonica, in un momento già particolarmente delicato su tutto il territorio.

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Valcamonica, allerta incendi boschivi alta

L’episodio

È accaduto a Niardo, in località Biolche, intorno alle quattro della notte tra martedì e mercoledì, quando un escavatore del consorzio Pizzo Badile è stato incendiato. Il rogo, vista la vicinanza con il bosco e l’ambiente particolarmente secco, si è propagato rapidamente, interessando una porzione di bosco circostante, mandando in fumo circa 2.500 metri quadrati di vegetazione.

Sul posto sono intervenuti i volontari dell’antincendio boschivo del Gicom, la Protezione civile e i Vigili del fuoco, impegnati per ore nelle operazioni di spegnimento e per la successiva bonifica. L’area è rimasta sotto costante monitoraggio per evitare la riattivazione di focolai, come già accaduto martedì per un altro incendio a Montecampione.

Le indagini

I carabinieri forestali, che hanno avviato le indagini acquisendo anche i filmati di videosorveglianza, non hanno dubbi sull’origine dolosa del rogo. Anche perché si tratta del secondo episodio simile in poco tempo nello stesso territorio e ai danni del medesimo consorzio, guidato da Mauro Martinelli.

Sul posto i carabinieri per le indagini - © www.giornaledibrescia.it
Sul posto i carabinieri per le indagini - © www.giornaledibrescia.it

«È un gesto intimidatorio di tipo mafioso che colpisce l'attività del consorzio nella gestione del patrimonio boschivo dei propri soci – afferma Martinelli –. È un grave e costoso danno per il consorzio, che colpisce direttamente noi ma anche i Comuni soci e chi fruisce dei nostri boschi. Questo fatto purtroppo ritarderà i lavori programmati. Ci auguriamo che le forze dell’ordine possano risalire al più presto all'autore e speriamo che i residenti di Niardo si facciano coraggio e aiutino le forze dell’ordine a individuare il colpevole».

Le altre zone interessate

L’episodio niardese arriva al termine di giornate già difficili sul fronte incendi. A Montecampione si è conclusa solo ieri l’emergenza iniziata a Pasqua. Dopo una prima fase di spegnimento e bonifica, martedì le fiamme hanno ripreso, costringendo a un nuovo intervento dei soccorsi, per un totale di quasi dieci ettari di bosco distrutto nella zona del Monte Rotondo. L’area resta sorvegliata per prevenire nuove riprese delle fiamme. Prima ancora, nella serata del 4 aprile, c’era stato un altro innesco a Monte Lungo di Berzo Demo, con sospetto dolo.

Il meteo non aiuta

In questo contesto già complesso, si inserisce un quadro meteo che aumenta ulteriormente i rischi: la Regione ha infatti dichiarato lo stato di elevato pericolo incendi boschivi, con allerta arancione su gran parte del territorio, compresa la Valcamonica. L’assenza di precipitazioni e le temperature sopra la media favoriscono infatti l’innesco e la rapida propagazione delle fiamme, soprattutto nelle aree montane.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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