«Stiamo bene». Dopo giorni di apprensione e un viaggio trasformato in un’odissea dal maltempo Giovanni Fassini e Marco Lombardi, i due bresciani bloccati in Nepal sono finalmente arrivati a Kathmandu. La loro vicenda personale si avvia verso la conclusione, mentre nel Paese proseguono i soccorsi nelle aree devastate dalle alluvioni e dalle frane. A confermare che la situazione per loro è tornata sotto controllo sono gli stessi bresciani, che hanno raggiunto la capitale nepalese dopo essere rimasti bloccati da fango e detriti.
Il viaggio verso Kathmandu era cominciato da Pokhara, dove i due si trovavano prima di partire alla volta della capitale per prendere il volo che avrebbe dovuto riportarli in Italia. Ma il percorso via terra era stato interrotto dalla devastazione provocata dal maltempo. Il loro autobus era rimasto fermo per ore, con strade impraticabili, fango e corsi d’acqua esondati a rendere impossibile la prosecuzione del viaggio.
Una situazione raccontata direttamente dai due bresciani, che avevano descritto ore di attesa e grande incertezza, mentre intorno a loro l’acqua e i detriti interrompevano i collegamenti. In alcuni tratti la viabilità era completamente paralizzata e anche i soccorsi si trovavano a operare in condizioni difficili.
Rientro
Alla fine la soluzione è stata individuata nel trasferimento in aereo verso Kathmandu. Ora, dalla capitale, Fassini e Lombardi stanno organizzando il rientro in Italia. «Nelle prossime ore valuteremo modi e tempi di ritorno a casa», spiegano.

Dopo i giorni trascorsi nell’emergenza, però, preferiscono mantenere riservati i dettagli del viaggio. Una scelta dettata anche dalla volontà di non spostare l’attenzione sulla propria vicenda proprio mentre il Nepal continua a fare i conti con una situazione drammatica. «Crediamo che ora l’attenzione debba essere rivolta alle popolazioni colpite e agli aiuti di cui hanno urgente bisogno», sottolineano. È questo il messaggio che i due bresciani affidano al loro ultimo aggiornamento. Nonostante siano riusciti a mettersi al sicuro, la testa va a chi ha perso familiari, casa o attività a causa dell’emergenza: «Il nostro pensiero va alle vittime di questa tragedia e alle loro famiglie».




