Alcune si trascinano stancamente di anno in anno, di Amministrazione in Amministrazione, di bilancio in bilancio, tanto da essere percepite come i «tormentoni del capoluogo» o, peggio, come «maglie nere» da continuare a sfoggiare per ulteriori dodici mesi. Altre, invece, sono state immaginate poco prima e - in attesa di completare il dossier burocratico d’ordinanza - sperano di iniziare presto a mostrarsi alla città. Tutte, le prime e le seconde, sono le «opere sospese» di Brescia, progetti rimasti impigliati in grattacapi economici e procedurali oppure fermi su carta in attesa di compiere la loro metaforfosi in cantieri.
Dalla bonifica dei terreni avvelenati dalla produzione della storica Caffaro Srl al nuovo Museo di Scienze: la lista delle grandi trasformazioni che ripongono le proprie speranze nel 2023 appena iniziato è abbastanza ricca.




