Cronaca

Muore a 19 anni nel lago, Chamekh Firas era in attesa di asilo politico

Il giovane morto a Pisogne era arrivato nel 2025 dalla Tunisia, viveva in comunità a Darfo
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Lo specchio di lago nel quale si è consumata la tragedia
Lo specchio di lago nel quale si è consumata la tragedia

Tuffarsi dal pontile. E non riemergere. Un dramma che si ripropone puntuale su laghi e fiumi della nostra provincia, non appena arriva il caldo e riparte la stagione dei bagni. Teatro dell’ennesimo tuffo fatale questa volta è stato il lungolago di Pisogne. L’incidente si è consumato a metà del pomeriggio di ieri, non distante dall’imbarcadero utilizzato dai battelli che solcano il Sebino.

Vittima un giovanissimo che, proprio dal pontile della Navigazione Lago d’Iseo si stava divertendo in compagnia di altri quattro amici. Aveva diciannove anni Chamekh Firas. Era arrivato un anno fa dalla Tunisia. Viveva in comunità a Darfo Boario Terme. Era in attesa di asilo politico. Era scappato dal suo Paese in cerca di un futuro in Europa. Lo ha perso in fondo al lago.

Il recupero

Stando alla prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Breno, chiamati a gestire e a dare una spiegazione alla tragedia, Chamekh era in compagnia di altri quattro ragazzi. Con loro si è lanciato dell’imbarcadero, ma a differenza loro non è riemerso subito dopo il tuffo. Per ragioni che i militari stanno cercando di chiarire il 19enne si è inabissato ed è sparito dalla vista degli amici. Che hanno iniziato a cercarlo, ad urlare, a chiamare inutilmente i soccorsi.

Di colpo la zona più frequentata del paese si è trasformata nel teatro di un disperato intervento di soccorso. Da terra, dal lago, ma anche dal cielo in tanti sono intervenuti per cercare il corpo del giovane. Ci sono voluti diversi minuti per trovarlo. Troppi. Quando il ragazzo è riemerso era già privo di sensi. Il tentativo di rianimarlo è partito con pochissime chances di successo. E si è concluso con il risultato purtroppo più scontato: i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il suo decesso.

La scena

Alle manovre di rianimazione hanno assistito non solo gli amici di Chamekh Firas, ma anche diversi passanti e turisti che si stavano godendo un gelato ai tavolini dei numerosi bar che si affacciano sull’imbarcadero. Una scena cruda e drammatica davanti alla quale un 49enne ha accusato un malore ed ha avuto bisogno a sua volta dell’intervento dei sanitari.

La salma del 19enne intanto veniva composta e portata via dal lungolago. In Italia il giovane era arrivato da solo, un anno fa. Con lui a Darfo non aveva famigliari. Aveva gli amici con i quali era a Pisogne ieri e che sono stati a lungo sentiti dai carabinieri dopo la disgrazia. Stando alle prime informazioni Chamekh Firas sapeva quello che stava facendo. Forse non era un nuotatore provetto, ma sapeva comunque nuotare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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