Al dolore si aggiunge la burocrazia. E i tempi si allungano. E così, a quattro giorni dall’incidente mortale costato la vita a Mauro Vabai, il sostituto procuratore di Brescia Riccardo Centenari non ha ancora concesso il nullaosta per la sepoltura. La famiglia è in attesa di poter dare l’ultimo saluto al proprio caro, ma sul corpo dell’uomo la magistratura vuole disporre l’autopsia per chiarire le cause del decesso e ricostruire con precisione quanto accaduto nello schianto tra camion a Capriolo.
La decisione
La decisione di procedere con l’esame autoptico è stata presa per approfondire le circostanze della morte del camionista, rimasto schiacciato nell’abitacolo del mezzo dopo il violentissimo impatto con un altro camion, lungo la provinciale 469, all’altezza del cosiddetto «curvone della morte».
Ma l’attesa sta diventando difficile da sopportare per i familiari, che non comprendono il protrarsi dei tempi e chiedono di poter finalmente organizzare il funerale. Una situazione che aggiunge ulteriore sofferenza a una perdita improvvisa e drammatica.
Mauro Vabai, residente a Prevalle, avrebbe compiuto 56 anni proprio oggi, 6 novembre. Lavorava per Sapio Group e aveva una grande passione per la corsa, che coltivava da anni con il Gs Montegargnano. Un amore che era riuscito a trasmettere anche alla figlia Giulia, 25 anni, con la quale condivideva l'attività sportiva. Lascia la moglie Ombretta, la figlia, la madre e una sorella.




